| |
|
|
domenica, 07 dicembre 2008
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
clicca in alto per ascoltar
La malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare
ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai
e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto
anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può esere dolce
un giorno anche morire
nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
l sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà
e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire maI


venerdì, 14 marzo 2008
ALENA
Alena cammina , cammina,
ti vede, ti passa vicina
cammina, sulla rena rovente
spine di conchiglie spente
forano i piedi e la mente;
non parlarle, non ti sente
ha stalattiti sul cuore.
Alena cammina, cammina
dei fluidi del mare regina
un’onda disseta il vestito:
come un fiore appassito
alza lo stelo illuminato
ma è subito calpestato
ha grani di sale sul cuore.
Alena cammina, cammina
riflette l’acqua la sua regina;
è bella, tanti gliel’hanno detto
pochi nel suo animo hanno letto.
Il corpo è solo un contenitore
che rigurgita conati d’amore
ha petali assetati nel cuore.
Alena sirena del mare
o farfalla nella notte?
Le onde s’inchinano
le stelle la chiamano.
E’ sola, tanto sola
non sa dove andare!
Volare o sprofondare?
Alena ama le taglie xxl
la terra le va stretta.
tanto amore disoccupato nel suo cuore
Allora cammina, cammina
verso il blu più profondo
e, soffocando, saluta il mondo.
Ora cullano le onde giallo grano
un amore sacro eppur profano.
mercoledì, 20 febbraio 2008
HO VISTO ESMERALDA
Vestiva la tristezza fiera d’un cigno
quando la vidi per la prima volta;
negli occhi aveva un volo di libertà
rimandate dall’amarezza dei sogni
di ieri scagliati nella spazzatura.
Ma i fantasmi non muoiono mai,
i fantasmi rispuntano sempre
avvolti in lenzuola di seta
avvinti nel tango col passato.
Vestiva la mente di fatue primavere
sfuggite come fiori dalle sue mani;
nel cuore arcobaleni sparvieri rubati
incisi con i tracciati illusi del dopo
a percuotere gocce di sofferenza.
Ma i fantasmi non muoiono mai….
Vestiva un sorriso di vento di mare
quando l’amore bussò alle sue labbra;
negli occhi ascoltati adagiati su lui
aspettò una risposta lambendo la luce
cogliendo la favola del suo essere sua.
Ma i fantasmi non muoiono mai …
Vestiva ricchezze di gioia da dare
avute da sempre chiuse nell’anima
il sole a tastoni provocava un risveglio
a catena di germogli di primule strane
favola verde di tenere foglie immortali.
Ma i fantasmi non muoiono mai….
Vestiva effusioni improvvise e danzanti
ansimavano adagio i seni nei palmi di lui
s’inoltrò con le mani nelle sue tasche
il corpo premuto da percorrere in fretta
nel guado del cielo rivolto al sublime.
Ma i fantasmi non muoiono mai…
Vestiva d’azzurro come il cielo più blu
lui le prese la mano e l’accompagnò
su un prato dove flirtavano due tulipani
Lui disse in un soffio: “Non lasciamoci mai”
S’amarono ancora e lei disse; “Anche domani…”
Ma i fantasmi non muoiono mai……….
Vestiva petali impavidi di fiore innamorato
che sventa gli attentati della solitudine.
Si distese scivolando palpando il terreno
che odorava di ritorni al desiderio fresco,
ma lui se n’era andato scippandole anche il dolore
mercoledì, 12 dicembre 2007
LUCA CARBONI - O E' NATALE TUTTI I GIORNI...
E' quasi Natale
e a Bologna
che freddo che fa
Io parto da Milano
per passarlo
con mamma e papà
Il mondo
forse no, non è cambiato mai
e pace in terra
no non c'è
e non ci sarà
perché noi non siamo uomini
di buona volontà
Non so perché
questo lusso di cartone
se razzismo guerra e fame
ancora uccidon le persone.
Lo sai cos'è,
dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale mai...
E intanto i negozi
brillano e brilla la TV
e le offerte speciali
e i nostri dischi si vendono di più
Il mondo
forse no, non é cambiato mai
e pace in terra
forse un giorno ci sarà
perché il mondo ha molto tempo,
ha tempo
molto più di noi
E intanto noi
ci facciamo i regali
il giorno che è nato Cristo
arricchiamo gl'industriali
e intanto noi
ci mangiamo i panettoni
il giorno che è nato Cristo
diventiamo più ciccioni
Lo sai cos'è,
dovremmo stringerci le mani
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai...
... O é Natale tutti i giorni
o non é Natale maaaai...
Questo brano il cui testo è di Luca C, viene cantato durante il tour 1992 , assieme a jovannotti ed è incluso nell'album Diario Carboni .
La musica è di un brano degli Extreme, dal titolo "MORE Tahn Words.
Penso che non occorra aggiungere altro
venerdì, 09 novembre 2007
Ho riascoltato per caso questo pezzo e mi ha colpito il testo che avevo in parte dimenticato.
GLI INNAMORATI (Tozzi U.)
Nelle terrazze d'estate al blu bevendo notte e felicità
convinti di non morire più nei lunghi inverni delle città
il mondo chiudono con la zip carte di credito a fantasia
e se ne fregano della SIP l'amore è anche telepatia
RIT.: Gli innamorati con piccoli voli
galleggiano un metro più in su
e della vita si mangiano il miele
e a noi non ne lasciano più
magari piangono in fondo a un film e poi si picchiano per la via
al buio lottano con i jeans giocando il sesso con allegria
RIT.: Gi innamorati si inventano il sole
nei freddi grappini di un bar
ladri sfacciati di baci e parole
che scappano dalla realtà
Eppure gli innamorati ci sembrano strani
ma lo siamo stati anche noi
bianchi sui prati a migliaia di mani
e adesso non voglio e non vuoi
Gli innamorati senza pietà come la figlia del paradiso
con le tue ciglia voltate in là dietro un sorriso che se ne va
se ne va... Ma ma ma ma
ma i grandi amori non vanno via come le macchie di eternità
lo credi tu che non sei più mia con le tue ciglia voltate in là
Gli innamorati lo sono per sempre e ancora lo siamo io e te
come poeti di fine settembre un po' ci sentiamo Prevert...
Gli innamorati non lasciano ombre le tengono ognuno per se
Gli innamorati lo sono per sempre e ancora lo siamo io e te
io e te io e te si io e te.
domenica, 22 luglio 2007
ALENA
Alena cammina , cammina,
ti vede, ti passa vicina
cammina, sulla rena rovente
spine di conchiglie spente
forano i piedi e la mente;
non parlarle, non ti sente
ha stalattiti sul cuore.
Alena cammina, cammina
dei fluidi del mare regina
un’onda disseta il vestito
come un fiore appassito
alza lo stelo rinvigorito
ed ecco è già avvizzito
ha grani di sale sul cuore.
Alena cammina, cammina
l’acqua riflette la sua regina;
è bella, tanti gliel’hanno detto
pochi nel suo animo han letto.
Il corpo è solo un contenitore
che rigurgita conati d’amore
vuol perle di bene il suo cuore.
Alena sirena del mare
o lucciola nella notte?
Le onde s’inchinano
le stelle la chiamano.
E’ sola, tanto sola
non sa dove andare!
Volare o sprofondare?
Alena ama le taglie xxl
la terra le va stretta.
Allora cammina, cammina
verso il blu più profondo
e, soffocando, saluta il mondo
lunedì, 16 luglio 2007
La strega
Il peccato di un angelo verde scagliato
innocente sul rogo delle superstizioni
è l’amore,di questo borgo frutto negato
e ignorato da donne sterili di libertà
da uomini padroni delle proprie voglie
Con pensieri gravidi di medioevalità
l’inferno si tramanda di bocca in bocca
a bruciare un boccio di fiori frementi
Dell’amore ,demoni umani deformi
han fatto un balocco per dementi
da sbrindellare con i lunghi denti
Bruciate la strega, a morte la strega!
La strega dagli occhi verdi lancia
al suo pubblico le lunghe vesti
e si offre a Dio nuda come arancia
libera dagli spilli i capelli corvini
che lunghi si disseminano al vento
bramano tutti i suoi armati aguzzini
quel corpo forgiato da mani divine,
la bava scola dalle loro putride labbra
infieriscono ancora lanciandole spine.
Con la sanguigna fascia del coraggio
lancia ai suoi assassini un messaggio :
Bruciate la strega, a morte la strega
.
:“Angeli senza ali, pazzi e innamorati
anche le stelle volano a forte velocità,
arcobaleni saettanti si scontrano estasiati
atomiche esplosioni affrancate dal gelo
Voi vedete solo precarie stelle di cartapesta
appese ai rami di un albero morto del cielo.
Amando ho visto il cosmo e i suoi sudori
Le lingue di fiamma raggiunsero la gola
fonte d’acqua sorgiva che non lava umori
E’ morta la strega, è morta la strega!
Fragili, piccole particelle di cenere
si sollevarono nella luminosa oscurità
e divennero lucciole per gli innamorati
a suggerire l’azzardo per la felicità
giovedì, 12 luglio 2007
HO VISTO ESMERALDA
Vestiva la tristezza fiera d’un cigno
quando la vidi per la prima volta;
negli occhi aveva un volo di libertà
rimandate dall’amarezza dei sogni
di ieri scagliati nella spazzatura.
Ma i fantasmi non muoiono mai,
i fantasmi rispuntano sempre
avvolti in lenzuola di seta
avvinti nel tango col passato.( avvinti nel fango col passato. Sugg di Irina P)
Vestiva la mente di fatue primavere
sfuggite come fiori dalle sue mani;
nel cuore arcobaleni sparvieri rubati
incisi con i tracciati illusi del dopo
a percuotere gocce di sofferenza.
Ma i fantasmi non muoiono mai….
Vestiva un sorriso di vento di mare
quando l’amore bussò alle sue labbra;
negli occhi ascoltati adagiati su lui
aspettò una risposta lambendo la luce
cogliendo la favola del suo essere sua.
Ma i fantasmi non muoiono mai …
Vestiva ricchezze di gioia da dare
avute da sempre chiuse nell’anima
il sole a tastoni provocava un risveglio
a catena di germogli di primule strane
favola verde di tenere foglie immortali.
Ma i fantasmi non muoiono mai….
Vestiva effusioni improvvise e danzanti
ansimavano adagio i seni nei palmi di lui
s’inoltrò con le mani nelle sue tasche
il corpo premuto da percorrere in fretta
nel guado del cielo rivolto al sublime.
Ma i fantasmi non muoiono mai…
Vestiva d’azzurro come il cielo più blu
lui le prese la mano e l’accompagnò
su un prato dove flirtavano due tulipani
Lui disse in un soffio: “Non lasciamoci mai”
S’amarono ancora e lei disse; “Anche domani…”
Ma i fantasmi non muoiono mai……….
Vestiva petali impavidi di fiore innamorato
che sventa gli attentati della solitudine.
Si distese scivolando palpando il terreno
che odorava di ritorni al desiderio fresco,
ma lui se n’era andato scippandole anche il dolore
lunedì, 18 giugno 2007
Senti quella pelle ruvida,
un gran freddo dentro l'anima,
fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
Troppe attese dietro l'angolo,
gioie che non ti appartengono.
Questo tempo inconciliabile, gioca contro di noi.
Ecco come si finisce poi,
inchiodati a una finestra noi,
spettatori malinconici,
di felicità impossibili...
Tanti viaggi rimandati e già,
valigie vuote da un'eternità...
Quel dolore che non sai cos'è,
solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!
E' un rifugio quel malessere,
troppa fretta in quel tuo crescere.
Non si fanno più miracoli,
adesso non più.
Non dar retta a quelle bambole
Non toccare quelle pillole
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei
per vedere ciò che non vedi.
L'energia, l'allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti sì, sempre sì,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quel peso sul cuore.
Nasconderti le nuvole
e quell'inverno che ti fa male.
Curarti le ferite e poi,
qualche dente in più per mangiare.
E poi vederti ridere,
e poi vederti correre ancora.
Dimentica, c'è chi dimentica
distrattamente un fiore una domenica
e poi... silenzi. E poi... silenzi. Silenzi...
Nei giardini che nessuno sa
si respira l'inutilità,
c'è rispetto e grande pulizia, è quasi follia.
Non sai come è bello stringerti,
ritrovarsi qui a difenderti,
e vestirti e pettinarti sì,
e sussurrarti non arrenderti.
Nei giardini che nessuno sa,
quanta vita si trascina qua,
solo acciacchi, piccole anemie.
Siamo niente senza fantasie.
(Pubblico)Sorreggili, aiutali,
ti prego non lasciarli cadere.
Esili, fragili,
non negargli un po' del tuo amore...
Stelle che ora tacciono,
ma daranno un senso a quel cielo.
Gli uomini non brillano,
se non sono stelle anche loro.
Mani che ora tremano,
perché il vento soffia più forte...
non lasciarli adesso no,
che non li sorprenda la morte.
Siamo noi gli inabili,
che pur avendo a volte non diamo.
Dimentica, c'è chi dimentica,
distrattamente un fiore una domenica
e poi... silenzi. E poi... silenzi.Silenzi...
Renato Zero
giovedì, 07 giugno 2007
Testo “Spalle al muro”
Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.
Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c'è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l'anima la grida e tu lo sai che c'è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,
Tempo non c'è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.
Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.
Vecchio si...
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu
Renato Zero
Album: Prometeo
|
|