domenica, 07 dicembre 2008

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Luca_Carboni

































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La malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare ti culla dolcemente




la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio



e sentire tutto dentro



è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi



è vivere altre vite


è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate



sui treni che vedi passare



ha la luce calda e rossa di un tramonto



di un giorno ferito che non vuole morire mai



sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va



il sogno che si mischia alla realtà



puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa


che anche il dolore servirà e si ferma un attimo a consolare il pianto


del mondo ferito che non vuol morire mai



e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto



anche dentro questa città



e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale



cioè che tutto può cambiare



è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può esere dolce



un giorno anche morire



nella luce calda e rossa di un tramonto



di un giorno ferito che non vuole morire mai



sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va



l sogno che si mischia alla realtà



puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa



che anche il dolore passerà



e si ferma un attimo a consolare il pianto



di un amore ferito che non vuole morire maI











MEZZO BUSTO 2



Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 17:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:testi di canzoni

venerdì, 14 marzo 2008

ALENA


 


Alena cammina , cammina,


ti vede, ti passa vicina


cammina,  sulla rena rovente


spine di conchiglie spente


forano i piedi e la mente;


non parlarle, non ti sente


ha stalattiti sul cuore.




 Alena cammina, cammina


dei fluidi del mare regina


un’onda disseta il vestito:


come un fiore appassito


alza lo stelo illuminato


ma è subito calpestato


ha grani di sale sul cuore.


 


Alena cammina, cammina


riflette l’acqua la sua regina;


è bella, tanti gliel’hanno detto


pochi nel suo animo hanno letto.


Il corpo è solo un contenitore


che rigurgita conati d’amore


ha petali assetati nel cuore.




 Alena sirena del mare


o farfalla nella notte?


Le onde s’inchinano


le stelle la chiamano.


E’ sola, tanto sola


non sa dove andare!


Volare o sprofondare?


Alena ama le taglie xxl


la terra le va stretta.


                                                            tanto amore disoccupato nel suo cuore


 


Allora cammina, cammina


verso il blu più profondo


e, soffocando, saluta il mondo.


Ora cullano le onde giallo grano


un amore sacro eppur profano.




 


 




 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:05 | Permalink | commenti (17)
categoria:testi di canzoni, ballate, riflessioni folli di grazy

mercoledì, 20 febbraio 2008

 


 


HO VISTO ESMERALDA


 


Vestiva la tristezza fiera d’un cigno


quando la vidi per la prima volta;


negli occhi aveva un volo di libertà


rimandate dall’amarezza dei sogni


di ieri scagliati nella spazzatura.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai,


i fantasmi rispuntano sempre


 avvolti in lenzuola di seta                        


avvinti nel tango col passato.


 


Vestiva la mente di fatue primavere


sfuggite come fiori dalle sue mani;


nel cuore arcobaleni sparvieri rubati


incisi con i tracciati illusi del dopo


a percuotere gocce di sofferenza.


 


Ma i fantasmi non  muoiono mai….


 


Vestiva un sorriso di vento di mare


quando l’amore bussò alle sue labbra;


negli occhi ascoltati adagiati su lui


aspettò una risposta lambendo la luce


cogliendo la favola del suo essere sua.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai               


 


Vestiva ricchezze di gioia da dare


avute da sempre chiuse nell’anima


 il sole a tastoni provocava un risveglio


a catena di  germogli di primule strane


 favola verde di tenere foglie immortali.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai….


 


Vestiva effusioni improvvise e danzanti


ansimavano adagio i seni nei palmi di lui


s’inoltrò con le mani nelle sue tasche


il corpo premuto da percorrere in fretta


nel guado del cielo rivolto al sublime.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai…


 


Vestiva d’azzurro come il cielo più blu


lui le prese la mano e l’accompagnò


su un prato dove flirtavano due tulipani


Lui disse in un  soffio: “Non lasciamoci mai”


S’amarono ancora e lei disse; “Anche domani…”


 


Ma i fantasmi non muoiono mai……….


 


Vestiva petali impavidi di fiore innamorato


che sventa gli attentati della solitudine.


Si distese scivolando palpando il terreno


che odorava di ritorni al desiderio fresco,


ma lui se n’era andato scippandole anche il dolore


 


 


 


 


 


 


                   

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:01 | Permalink | commenti (11)
categoria:musica, testi di canzoni, donna, ricordi di grazy

mercoledì, 12 dicembre 2007

 




LUCA CARBONI - O E' NATALE TUTTI I GIORNI...







E' quasi Natale

e a Bologna

che freddo che fa

Io parto da Milano

per passarlo

con mamma e papà





Il mondo

forse no, non è cambiato mai

e pace in terra

no non c'è

e non ci sarà

perché noi non siamo uomini

di buona volontà



Non so perché

questo lusso di cartone

se razzismo guerra e fame

ancora uccidon le persone.





Lo sai cos'è,

dovremmo stringerci le mani

... O é Natale tutti i giorni

o non é Natale mai...



E intanto i negozi

brillano e brilla la TV

e le offerte speciali

e i nostri dischi si vendono di più



Il mondo

forse no, non é cambiato mai

e pace in terra

forse un giorno ci sarà

perché il mondo ha molto tempo,

ha tempo

molto più di noi



E intanto noi

ci facciamo i regali

il giorno che è nato Cristo

arricchiamo gl'industriali

e intanto noi

ci mangiamo i panettoni

il giorno che è nato Cristo

diventiamo più ciccioni



Lo sai cos'è,

dovremmo stringerci le mani

... O é Natale tutti i giorni

o non é Natale maaaai...



... O é Natale tutti i giorni

o non é Natale maaaai...






Questo brano il cui testo è di Luca C, viene cantato durante il tour 1992 , assieme a jovannotti ed è incluso nell'album Diario Carboni .




La musica è di un brano degli Extreme, dal titolo "MORE Tahn Words.




Penso che non occorra aggiungere altro







 













































Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:19 | Permalink | commenti (7)
categoria:testi di canzoni

venerdì, 09 novembre 2007

Ho riascoltato per caso questo pezzo e mi ha colpito il testo che avevo in parte dimenticato.


 


GLI INNAMORATI (Tozzi U.)




Nelle terrazze d'estate al blu bevendo notte e felicità

convinti di non morire più nei lunghi inverni delle città


il mondo chiudono con la zip carte di credito a fantasia

e se ne fregano della SIP l'amore è anche telepatia




RIT.: Gli innamorati con piccoli voli

galleggiano un metro più in su

e della vita si mangiano il miele

e a noi non ne lasciano più




magari piangono in fondo a un film e poi si picchiano per la via

al buio lottano con i jeans giocando il sesso con allegria




RIT.: Gi innamorati si inventano il sole

nei freddi grappini di un bar

ladri sfacciati di baci e parole

che scappano dalla realtà

Eppure gli innamorati ci sembrano strani

ma lo siamo stati anche noi

bianchi sui prati a migliaia di mani

e adesso non voglio e non vuoi




Gli innamorati senza pietà come la figlia del paradiso

con le tue ciglia voltate in là dietro un sorriso che se ne va

se ne va... Ma ma ma ma


ma i grandi amori non vanno via come le macchie di eternità

lo credi tu che non sei più mia con le tue ciglia voltate in là


Gli innamorati lo sono per sempre e ancora lo siamo io e te

come poeti di fine settembre un po' ci sentiamo Prevert...

Gli innamorati non lasciano ombre le tengono ognuno per se

Gli innamorati lo sono per sempre e ancora lo siamo io e te

io e te io e te si io e te.


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 16:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:testi di canzoni

domenica, 22 luglio 2007

ALENA




 




 




Alena cammina , cammina,




ti vede, ti passa vicina




cammina,  sulla rena rovente




spine di conchiglie spente




forano i piedi e la mente;




non parlarle, non ti sente




ha stalattiti sul cuore.




 




Alena cammina, cammina




dei fluidi del mare regina




un’onda disseta il vestito




come un fiore appassito




alza lo stelo rinvigorito




ed ecco è già avvizzito




ha grani di sale sul cuore.




 




Alena cammina, cammina




l’acqua riflette la sua regina;




è bella, tanti gliel’hanno detto




pochi nel suo animo han letto.




Il corpo è solo un contenitore




che rigurgita conati d’amore




vuol perle di bene il suo cuore.




 




Alena sirena del mare




o lucciola nella notte?




Le onde s’inchinano




le stelle la chiamano.




E’ sola, tanto sola




non sa dove andare!




Volare o sprofondare?




Alena ama le taglie xxl




la terra le va stretta.




Allora cammina, cammina




verso il blu più profondo




e, soffocando, saluta il mondo




 




 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 15:01 | Permalink | commenti
categoria:testi di canzoni, ballate

lunedì, 16 luglio 2007

 


 


La strega


 


Il peccato di un angelo verde scagliato


innocente  sul rogo delle superstizioni


è l’amore,di questo borgo frutto negato


e ignorato da donne sterili di libertà


da uomini padroni delle proprie voglie


Con  pensieri gravidi di medioevalità


l’inferno si tramanda di bocca in bocca


a bruciare un boccio di fiori frementi


Dell’amore ,demoni umani deformi


han fatto un balocco per dementi


da sbrindellare con i lunghi denti


 


 


Bruciate la strega, a morte la strega!


 


 


La strega dagli occhi verdi lancia


al suo pubblico le lunghe vesti


e si offre a Dio nuda come arancia


libera dagli spilli i capelli corvini


che lunghi si disseminano al vento


bramano tutti i suoi armati aguzzini


quel corpo forgiato da mani divine,


la bava scola dalle loro putride labbra


infieriscono ancora lanciandole spine.


Con la sanguigna fascia del coraggio


lancia ai suoi assassini un messaggio :


 


Bruciate la strega, a morte la strega


.


:“Angeli senza ali, pazzi e innamorati


anche le stelle volano a forte velocità,


arcobaleni saettanti si scontrano estasiati


atomiche esplosioni affrancate dal gelo


Voi vedete solo precarie stelle di cartapesta


appese ai rami di un albero morto del cielo.


Amando ho visto il cosmo e i suoi sudori


Le lingue di fiamma raggiunsero la gola


fonte d’acqua sorgiva che non  lava umori


 


E’ morta la strega, è morta la strega!


 


Fragili, piccole particelle di cenere


si sollevarono nella luminosa oscurità


e divennero lucciole per gli innamorati


a suggerire l’azzardo per la felicità

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categoria:amore, testi di canzoni, ballate

giovedì, 12 luglio 2007

HO VISTO ESMERALDA








Vestiva la tristezza fiera d’un cigno


quando la vidi per la prima volta;


negli occhi aveva un volo di libertà


rimandate dall’amarezza dei sogni


di ieri scagliati nella spazzatura.








Ma i fantasmi non muoiono mai,


i fantasmi rispuntano sempre


avvolti in lenzuola di seta                        


avvinti nel tango col passato.( avvinti nel fango col passato. Sugg di Irina P)






 Vestiva la mente di fatue primavere


sfuggite come fiori dalle sue mani;


nel cuore arcobaleni sparvieri rubati


incisi con i tracciati illusi del dopo


a percuotere gocce di sofferenza.




Ma i fantasmi non  muoiono mai….








Vestiva un sorriso di vento di mare


quando l’amore bussò alle sue labbra;


negli occhi ascoltati adagiati su lui


aspettò una risposta lambendo la luce


cogliendo la favola del suo essere sua.






Ma i fantasmi non muoiono mai               




Vestiva ricchezze di gioia da dare


avute da sempre chiuse nell’anima


 il sole a tastoni provocava un risveglio


a catena di  germogli di primule strane


favola verde di tenere foglie immortali.






Ma i fantasmi non muoiono mai….


Vestiva effusioni improvvise e danzanti


ansimavano adagio i seni nei palmi di lui


s’inoltrò con le mani nelle sue tasche


il corpo premuto da percorrere in fretta


nel guado del cielo rivolto al sublime.






Ma i fantasmi non muoiono mai…



Vestiva d’azzurro come il cielo più blu


lui le prese la mano e l’accompagnò


su un prato dove flirtavano due tulipani


Lui disse in un  soffio: “Non lasciamoci mai”


S’amarono ancora e lei disse; “Anche domani…”








Ma i fantasmi non muoiono mai……….




Vestiva petali impavidi di fiore innamorato


che sventa gli attentati della solitudine.


Si distese scivolando palpando il terreno


che odorava di ritorni al desiderio fresco,


ma lui se n’era andato scippandole anche il dolore








 








 








 








 








 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:testi di canzoni, ballate, brividi e sensazioni di grazy

lunedì, 18 giugno 2007


Senti quella pelle ruvida,

un gran freddo dentro l'anima,

fa fatica anche una lacrima a scendere giù.

Troppe attese dietro l'angolo,

gioie che non ti appartengono.

Questo tempo inconciliabile, gioca contro di noi.

Ecco come si finisce poi,

inchiodati a una finestra noi,

spettatori malinconici,

di felicità impossibili...

Tanti viaggi rimandati e già,

valigie vuote da un'eternità...

Quel dolore che non sai cos'è,

solo lui non ti abbandonerà mai, oh mai!

E' un rifugio quel malessere,

troppa fretta in quel tuo crescere.

Non si fanno più miracoli,

adesso non più.

Non dar retta a quelle bambole

Non toccare quelle pillole

Quella suora ha un bel carattere,

ci sa fare con le anime.

Ti darei gli occhi miei

per vedere ciò che non vedi.

L'energia, l'allegria,

per strapparti ancora sorrisi.

Dirti sì, sempre sì,

e riuscire a farti volare,

dove vuoi, dove sai,

senza più quel peso sul cuore.

Nasconderti le nuvole

e quell'inverno che ti fa male.

Curarti le ferite e poi,

qualche dente in più per mangiare.

E poi vederti ridere,

e poi vederti correre ancora.

Dimentica, c'è chi dimentica

distrattamente un fiore una domenica

e poi... silenzi. E poi... silenzi. Silenzi...

Nei giardini che nessuno sa

si respira l'inutilità,

c'è rispetto e grande pulizia, è quasi follia.

Non sai come è bello stringerti,

ritrovarsi qui a difenderti,

e vestirti e pettinarti sì,

e sussurrarti non arrenderti.

Nei giardini che nessuno sa,

quanta vita si trascina qua,

solo acciacchi, piccole anemie.

Siamo niente senza fantasie.

(Pubblico)Sorreggili, aiutali,

ti prego non lasciarli cadere.

Esili, fragili,

non negargli un po' del tuo amore...

Stelle che ora tacciono,

ma daranno un senso a quel cielo.

Gli uomini non brillano,

se non sono stelle anche loro.

Mani che ora tremano,

perché il vento soffia più forte...

non lasciarli adesso no,

che non li sorprenda la morte.

Siamo noi gli inabili,

che pur avendo a volte non diamo.

Dimentica, c'è chi dimentica,

distrattamente un fiore una domenica

e poi... silenzi. E poi... silenzi.Silenzi...


Renato Zero








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categoria:testi di canzoni

giovedì, 07 giugno 2007

Testo “Spalle al muro”


Spalle al muro,

Quando gli anni, son fucili contro,

Qualche piega, sulla pelle tua,

I pensieri tolgono, il posto alle parole,

Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.

E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,

Scendi piano, dai ricordi in giù,

Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,

Disperatamente al margine, di tutte le correnti.



Vecchio,

Diranno che sei vecchio,

Con tutta quella forza che c'è in te,

Vecchio

Quando non è finita, hai ancora tanta vita,

E l'anima la grida e tu lo sai che c'è.

Ma se Vecchio,

Ti chiameranno vecchio,

E tutta la tua rabbia viene su,

Vecchio, si,

Con quello che hai da dire,

Ma vali quattro lire, dovresti già morire,

Tempo non c'è ne più,

Non te ne danno più …!

E ogni male fa più male,

Tu risparmia il fiato,

Prendi presto, tutto quel che vuoi,

E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,

Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.

Vecchio.

Vecchio.


Vecchio…!!!

Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,

Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!

Ma sei vecchio.

Insulteranno Vecchio

Con tutto quella smania che sai tu,

Vecchio, si…

E sei tagliato fuori,

Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,

Le tue non vanno più,

Ragione non hai più.


Vecchio si...

Con tanto che faresti,

adesso che potresti non cedi perché esisti,

perché respiri tu


Renato Zero

Album: Prometeo

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 18:07 | Permalink | commenti (2)
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