martedì, 13 gennaio 2009

Il vento trasporta macerie di vita

mentre lentamente la defunta terra

indossa la veste marrone della notte.



In questo gelido enigma dell’anima

rimbalza l’inverno su uno specchio

amorfo che aleggia senza volto.



Una lettera gettata in un cantuccio

sta in attesa per essere centellinata:

lei vede il sole nel velo delle nubi.



Donna dell’astro nascosto

sorseggia pennelli spumeggianti

di bollicine d’un Bacco estivo.



Dal foglio evanescente escono

farfalle volubili ed ubriache

tracciando tenui ideogrammi.



Nel ruvido silenzio sospeso

di case e cortili addormentati

sopravviene il ronzio delle api.



Nella solarità dello spazio

rimbalzano i fantasmi ridenti

di ardori improvvisi e golosi



Presso le ombre silenti dei tigli

s’accucciano palpiti di ricordi

che, inquieti, ancora la consumano



ma lei sa, lei sa,ancora una volta

per l’eternità, il tempo felice

dai suoi stessi brandelli rinascerà



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venerdì, 26 dicembre 2008

Lo persi




improvvisamente,




un giorno di nebbia




inaspettatamente,




nell’intimo grigiore




d’uno ottobre spento,




quando




uno squillo telefonico




folgorava l’anima,




quando




la sua voce




mi scagliava addosso




manciate di memorie




presenti, vive e calde.




Lo persi




in uno di quei  giorni




senza senso.




Quando




solo l’attesa febbrile




del prossimo incontro




appannava il gelo




scolpito sui marciapiedi




della tribolazione




Quel giorno




non persi solo lui,




persi la parte innocente di me




mentre la sua cattiveria




funestava i ricordi.




Non era così luminoso:




il suo amore, una meteora.




La sua voce, un pezzo di vetro.




Il suo silenzio, un gioco maligno.




Ascoltai fino alla fine




il suo devastarmi




senza riattaccare.




Mentre mi depredava,




a lume di candela




vidi i limiti del suo cuore.




ANNGG555

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domenica, 06 aprile 2008

Guardami:


incatena i tuoi occhi


alla vela delle mie iridi,


abbandonati alle onde


del nostro pensiero


innanzi a questo mare


dove i secoli tacciono,


ormai troppo lontani.


Subito l’anima pensa


all’eterno ed al breve dì.


Arde ora la nostra leggenda,


un sogno conteso dal sole:


qui l’anima è polvere d’oro


in un ninfale di stelle di vento,


aroma di frutti proibiti nascosti


in conchiglie dipinte di bianco.


Si è smarrita la sera nel cuore


di un allungato vestito di luna.


La notte s’inoltra tra le pieghe


e nereggia la volta del cielo


Si sono essiccati i concerti


dei pochi caparbi gabbiani ;


ripetitive canzoni  di vetro


velate da scogli gonfi di freddo


Si possiedono solo una volta


tutti i colori dell’immenso…


se non li respiri…


occhi inquietanti  emergeranno


da un nero di solitudine

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giovedì, 06 marzo 2008

Come  fantasma azzurro


irromperò nel ghiaccio nero


su cui posa l’inquieto sonno


nella notte che non è stata sera


né crepuscolo, alba, né aurora.


 


Dammi la mano e vieni con me


a raccogliere i sogni dispersi;


li offriremo al seducente zèfiro


canterino; come note li spanderà


sui primaticci verdi germogli.


 


Dammi la mano e vieni con me


a spiegare un tappeto di perle


s’una tangibilità da cancellare;


una complice condensa di nubi


celerà il nostro intreccio disteso.


 


Nel mio mare lasciati galleggiare:


sarò onda sensuale che ti cullerà


come carezza limpida sulla pelle ,


sarò bianco uragano che ci sfibrerà


ci frantumerà in pezzi di mosaico.


 


Dobbiamo ricomporci: fa’ presto.


Ulisse deve rimpatriare ad Itaca.


E Circe partorirà in solitudine…


Anche il furore di Poseidone


svanisce tuffandosi negli abissi.


 


 


 


 


 


 


 


 

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sabato, 01 marzo 2008

Crepuscolo


 


E’ l’alba della sera.


Ascolto:


l’aria rarefatta


cede il suo spazio


a sinfonie di ricordi.


Percepisco:


oltre le pagine del dì


l’estremo battito di luce


tradisce le deste pupille.


Sento:


come un canto libero


la trasparenza  del sole


inonda avviliti neuroni


Penso:


quanto è distante la notte;


mai sarà un fuoco spento


il mio entroterra sibillino

sabato, 13 ottobre 2007

Mi sono seduta


su concetti d’avorio


per capire


i tuoi fantasmi


appesi


sui muri del tempo,


come collezioni sopravvissute.


La tua incredibile normalità


incredibile


come la mia incoscienza d’amare.


Io sorrido


sul mondo


tu aspetti treni


che giungono sempre morti


nelle stazioni


affollate di fiori


mentre le mie ragioni


per amarti


discutono animatamente

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domenica, 07 ottobre 2007

Straziata da antichi vermi


nel cui cuore


l’amore non impera,


comincio a sciogliere


la mia falsa freddezza


in quel pianto stanco


tenuto in catene


nel carcere


della tua anima,


per vedere riflesso


nello specchio


un volto conosciuto

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domenica, 23 settembre 2007

Ricordami


in questo settembre


che non addormenta i fiori.


Ricordami


in questo settembre


che se ne va dimentico di noi


Ricordami


con l’estate morente


tra le mani insanguinate


Ricordami


mentre incedo peregrina


su un mare ancora profondo.


Ricordati


che siamo crollati


nel vuoto abisso dell’assurdo.


Ricordati


che c’incontreremo nello spazio


e ci ameremo senza pregiudizi


come questo creato sospeso


nell’anima pura dell’infinito.


 

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domenica, 23 settembre 2007

Stiamo mentendo


col sorriso


della saggezza


e abbiamo perso


l’aroma gradevole


dell’amore


che arde


consumando


radici di gioia

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sabato, 22 settembre 2007

Tu


sei


la mia eternità sacrale


ma nelle sentenze


definitive


dissocerò


l’eutanasia


di un amore

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venerdì, 21 settembre 2007

Notti colorate


di silenzio,


ombre malinconiche


percorrono lo spazio


della paura,


gatti randagi


dietro i cancelli


dei giardini


fanno l’amore


piangendo.


I miei occhi dilatati


vagabondi


in un mondo senza forme,


cercano l’infinito,


derubato dalle tenebre

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martedì, 11 settembre 2007

Tu


sei


la mia eternità sacrale


ma nelle sentenze


definitive


dissocerò


l’eutanasia


di un amore

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