Ai miei cari nonni: i miei maestri di vita
Cari nonni vi scrivo con la speranza che queste mie parole poss ano giungere fino in Paradiso, dove senza dubbio vi trovate.
Siete state persone meravigliose, speciali, forse uniche, unite indissolubilmente dall'amore reciproco, dalla fede e da valori immensi.
Tu nonna dolcissima, mai stanca, sempre presente, sempre disponibile per tutti, con lo sguardo luminoso ed il sorriso di chi attribuisce il giusto valore alle miserie umane , ma sa gioire di ogni piccola cosa che la vita quotidianamente ci offre.
Tu nonno dall'aspetto un po' burbero, poco incline agli scherzi, ma con un cuore grande come l'universo; tu sincero fino all'estremo : il tuo motto che a noi faceva un po' sorridere era: "Ho detto la verità: perchè qualcuno si dovrebbe offendere?"
Eri sincero anche quando le tue parole si ritorcevano contro di te, ora capisco quanto eri grande nonno! Verità, sempre e solo verità!
Generosità: entrambi avete dato, donato per tutto l'arco della vostra esistenza, senza mai chiedere nulla in cambio, avete dato a figli, nipoti, pronipoti che che venivano da voi a braccia aperte per poter accogliere tutto il vostro amore.
Una grande famiglia la vostra: quattro figli, undici nipoti, una prononipote con rispettivi mariti , mogli e figli.
Ricordo le vigilie di Natale trascorse tutti assieme: si doveva improvvisare una sala da pranzo nel corridoio molto ampio della vostra casa, per poterci ritrovare tutti assieme in occasione del grande cenone; poi, assieme, si aspettava la mezzanotte per recarci a piedi alla S. Messa.Quello sì , era un Natale vero, sentito, che scorreva nelle vene assieme al sangue, per ossigenare d’amore i nostri cuori. Finalmente il momento tanto atteso: quello della partenza! La tribù dei Ganassi intraprendeva il cammino, fino alla piccola chiesa, nella quale solo due stufette elettriche avrebbero attenuato il gelo che si infiltrava nelle nostre ossa e riscaldato il piccolo Gesù di marmo bianco, avvolto in una candida pezzuola che troneggiava al centro dell’altare. Enormi lastroni di neve ghiacciata,improvvisamente si materializzavano sulla stradina che conduceva alla Chiesa: noi bambini scivolavamo e i genitori ci rimproveravano perchè rovinavamo i vestiti della festa, ma voi no, voi mai: eravamo fanciulli ed avevamo il diritto di arrivare felici nella piccola chiesa per accogliere la nascita di Gesù; sono anche convinta che se la nonna avesse potuto si sarebbe messa a ruzzolare con noi: possedeva un animo da bambina.
Poi tu nonnina ti sei ammalata e a poco , a poco hai perso la lucidità mentale: all'inizio mi riconoscevi a stento, poi più niente, ma la sola tua presenza, il fatto che esistessi, costituiva ancora per me un grande punto di riferimento; te ne sei andata ad ottantasei anni, ma prima di spirare, mi hai guardato e mi hai visto: eravamo io e te nella stanzetta; io allora ti ho chiesto: "Nonna, se mi capisci muovi le pupille!" Tu l'hai fatto ed io ti ho fatto una promessa, che non sempre mantengo.
Quando te ne sei andata il nonno ha perso la gioia di vivere: lui sempre attento ad ogni cosa, lucidissimo, colto, sano, si è lasciato andare. Voleva raggiungerti, il nostro affetto non gli bastava: gli mancava la sua Angelina! Sì ti chiamavi così , ma noi nipoti ti abbiamo sempre soprannominato nonna "Lina". Dopo due anni ci ha lasciati anche il nonno Antenore ed io mi sono sentita defraudata di un grande pezzo della mia vita:so che voi siete di nuovo assieme e felici, ma vi avrei voluto ancora per qualche anno.
Mi sono sentita smarrita, io , la nipote più grande,la prima , la preferita anche se non l'avete mai fatto capire agli altri nipoti: tutti ci siamo sentiti amati.
Vorrei tanto somigliarvi , ma soprattutto rivedervi.
Tu nonna una volta mi sei apparsa in sogno per ricordarmi di mantenere la promessa, ma tu nonno non ti sei più fatto vedere.
Forse sei arrabbiato perchè io non amo i cimiteri e raramente vengo a pregare sulla vostra tomba, perchè so che voi non siete più lì e pensare ai vostri corpi tumulati nel cemento mi fa male.
Preferisco parlarvi con la mente da casa e lo faccio spesso: non dovete mai pensare che io vi abbia dimenticati.
Non lo farò mai: un pezzetto del mio cuore è venuto con voi.
Vi voglio bene e vi ringrazio ancora una volta per i valori che mi avete trasmesso e per l'amore che mi avete dato.
La vostra Graziana
Senza di voi mi sento tanto sola