A ELETTRA
Ti aggravi al mio corpo disteso
fugando le miserie del giorno,
il grano dei tuoi lunghi capelli
profumava di luce la mia notte.
Era l’ora più attesa:
il buio accendeva le nostre coccole
le stelle origliavano le nostre parole.
E il battito del tuo piccolo cuore
riscaldava il respiro del sonno.
Ti chiamavo “il mio pagliaccino”
Un mattino mi svegliai intirizzita:
ero sola nel grande letto.
Mi affacciai inspirando il mattino
e ti vidi nell’aria:
avevi indossato le ali della vita
e stavi volando da sola…
Un’improvvisa paralisi mi colpì ;
tra cuore e cervello fu grande guerra;
la ragione annientò il sentimento.
Capii ch’era giusto così, ma non riuscii
mai a spiegarlo alle lacrime
che ancora oggi scendono copiose
categoria:amore, dolore, brividi e sensazioni di grazy
