venerdì, 06 febbraio 2009

Camminando nel


prato della mia mente


ho incontrato


riflessi ridenti di sole.


 


Ho discusso


con nuvole tristi,


cariche di pioggia.


 


I miei passi


hanno sfiorato


sassi di cuore,


perle fuggite


dalla  prigione


per cavalcare


l’onda della libertà.


 


Ho visto petali di fiori


della mia adolescenza


legati con vergini


fiocchi rosa.


 


.Ho visto un’ape


versare nei pistilli


profumi di pelle


 


Ho incontrato  farfalle


che si intrecciavano


per creare nuovi colori.


 


Ho visto uno spazio


libero per l’amore:


ho visto te.

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giovedì, 08 gennaio 2009

Distillare un pensiero


pedinare un sentimento


nutrirmi d’indifferenza


e poi…


Ritrovare


quel viale sensuale


che mi riconduce a te,


facendomi transitare


l’ amabilità dell’incoscienza


regalandomi i sapori del dubbio


solo per non lasciarmi morire di noia

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venerdì, 26 dicembre 2008

Senza


di lui


metterò


un cappio


ai giorni


e attenderò


la loro


fine


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venerdì, 26 dicembre 2008

Lo persi




improvvisamente,




un giorno di nebbia




inaspettatamente,




nell’intimo grigiore




d’uno ottobre spento,




quando




uno squillo telefonico




folgorava l’anima,




quando




la sua voce




mi scagliava addosso




manciate di memorie




presenti, vive e calde.




Lo persi




in uno di quei  giorni




senza senso.




Quando




solo l’attesa febbrile




del prossimo incontro




appannava il gelo




scolpito sui marciapiedi




della tribolazione




Quel giorno




non persi solo lui,




persi la parte innocente di me




mentre la sua cattiveria




funestava i ricordi.




Non era così luminoso:




il suo amore, una meteora.




La sua voce, un pezzo di vetro.




Il suo silenzio, un gioco maligno.




Ascoltai fino alla fine




il suo devastarmi




senza riattaccare.




Mentre mi depredava,




a lume di candela




vidi i limiti del suo cuore.




ANNGG555

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giovedì, 20 novembre 2008

Il mio letto: le stelle


La notte s'adagia


tra il cielo e la terra


e nasce una fiaba;


La luna tremante sospira


e un manto traluce lieve


s'un letto di stelle sospese.


Selvaggi e teneri


tra veglia e sonno


noi insieme giacciamo


con un segreto nel cuore


che canta, che ride,


che tace.


I nostri sogni s'uniscono, ma,


il tuo... si stacca dal mio:


non ha catene  la luce...


Ora vago, vago, vago


sanguinando, cantando


nel giorno


ch'è pianto e ch'è gioia.


M'appiglio alle stelle


nella notte


ch'è ricordo, ch'è furia


aspettando il tuo sogno


per ritrovarmi con te


nell'ardore di un ultimo volo.


 

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domenica, 18 maggio 2008

RINASCITA


 


La primavera bussava al mio cuore d’inverno


reso sordo da nere  sanguignee grida innocenti:


avvertivo tocchi leggeri di foglie verdi fidenti,


ma replicavo con semi di grandine annientatrice:


l’inesorabile falce decapitava spemi di germogli .


Meditai:


“L’inverno è il tempo del mio viaggio.”


La mente  bendava la vista e otturava gli orecchi


e camminavo cieca, sorda, claudicante tra freddi


sepolcri di aborti di emozioni e sogni di cristallo.


 


Tra il marmo grigio un uccellino perse una piuma,


che danzò , oscillò e si posò sulla caparbia benda:


istantanea visione: il cemento grondante gemeva


partorendo con festoso spasimo tra le crepe sudate;


ma le frecce di luce, ferivano i miei occhi  assenti.


Meditai:


“Se non  osservo il cielo, non vedrò più le stelle”


Torrenti di lacrime ardenti, sanarono lo sguardo


e finalmente odorai profumate gocciole colorate


e riscoprii l’azzurro scintillante di un cielo amico.


 


Tra pizzi gialli, macchie rosa , ricami d’azzurro,


mi lasciai andare ad un’infantile prima capriola,


poi ad un’altra e un’altra ancora fino a trovarmi


sdraiata su un morbido verde vivo pagliericcio,


come appena destata da un lungo gelido sonno.


Meditai:


“ Com’è bella la natura, com’è pago il mio cuore!”


Cascate di fiori, nuvole di foglie, arazzi di sole


ammirai incredula e stupita come una bambina,


mentre Zefiro impunito sconvolgeva i miei capelli.


 


Accarezzai il creato e rinacqui.


 


 


 


 


 


 

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domenica, 09 marzo 2008

                                                                   La notte incide


 


solitudine profonde


 


mentre le ore vanno


 


Oppresse da ricordi


 


E nuove fiamme di desiderio


 


sorgono e s'alternano


 


a passi di danza.


 


Chi mai sentirà


 


la follia che mi sfiora


 


E invade l’anima di luce?


 


Pure qualcuno come me


 


darà voce al silenzio


 


ed un nome al suo sogno.


 


Vicine e lontane


 


come l’onda e la spiaggia


 


le ebbrezze si sfiorano


 


le mani si tendono


 


Le bocche si cercano.


 


Compiutamente l’anima s’apre alla sua verità


 


senza segreti.


 


Perché col giorno


 


saremo murati alla vita


 


E caldi ciuffi di desiderio


 


premeranno invano


 


tra le crepe del cuore







 

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Denudando l’anima:lettera d’amore per te


Una virgola di luna aiuta un lume di candela a rischiarare il tavolino apparecchiato intimamente  per due: cena a base di pesce. Sento il cuore salirmi fino alla gola: tranquilla, devo stare tranquilla, che sarà mai? Non sono abituata ad uscire con qualcuno che non sia tu, ma ce la farò, certo, devo farcela! Ragazza ti stai rammollendo, dove hai lasciato la corazza,  lo scudo , l’elmetto? Mi tocco : tutto a posto, sono ben armata!” Lui è carino, gentile, colto ed innamorato…Illudiamolo di essere importante: “ Fai tu, scegli tu anche per me, sì, anche il vino… Vino bianco, che ben si sposa con il pesce “.Ed è proprio in questo preciso istante, quando il cameriere versa il liquido succulento nei calici , che inizio a smarrirmi…


Un volto straniero è davanti a me, una voce aliena mi sussurra: “Un brindisi?”   “Come dici? No , io non amo brindare! Mi sembra un gesto obsoleto!” Prima bugia:


 la verità è che penso ai nostri innumerevoli brindisi; un brindisi acquisisce valore solo con te; io brindo con te , per sentire la tua voce che mi manifesta il tuo amore, che celebra la nostra comunione spirituale e carnale.


La trattoria è raffinata, l’atmosfera intima e nel verde delle piante che circonda i rari tavoli, respiro il tuo odore, m’inebrio di te e a questo punto sono spacciata!


Un ronzio s’impossessa delle mie orecchie, come se un milione di api volessero darmi dei suggerimenti: non sento più. “ Come hai detto? Scusa , non ho capito! L’astice? Sì è squisito! Ottima scelta!”


Vedo il suo sguardo accendersi compiaciuto e penso: “ Ti prego non farti illusioni, potresti farti male scontrandoti con la realtà, non te lo meriti”


Si alza, in piedi di fianco di me, e con le tenaglie mi viene in soccorso a spezzare il crostaceo  nel mio piatto; il suo braccio sfiora la mia pelle nuda: non provo niente, anzi un leggero fastidio: mi scanso bruscamente, troppo bruscamente… “ Scusami , non volevo” Gli sorrido e lo tranquillizzo, ma non gli confesso che sono allergica a tutte le epidermidi che non sono la tua!


“Sei bellissima! Sono mesi e mesi che attendo questo istante ed ora che sei qui, sola con me, …” Mi alzo “Devo andare in bagno, scusami…” Seconda bugia:


 finalmente sola! Ma che ci faccio qui? Ragazza lo sai che ci fai lì; hai accettato di uscire con un altro uomo, per non pensare più a lui, per raccontargli di te, della tua vita, di ciò che senti, di ciò che provi…E poi chissà, forse, un giorno , col tempo… Guardo l’orologio : sono in bagno da cinque minuti e non ho alcuna intenzione di ritornare a sedermi là. Ma quale giorno? Quale tempo? Non mi va neppure di parlargli di me. Io amo comunicare, spogliarmi la vita solo con te… Potrei uscire, lasciarlo là seduto… no, non è uno stupido,è solo innamorato non ricambiato; dai, non sei più una bambina, devi andare avanti; the show must go on… E’ proprio il caso di dirlo!


Mi sembra di declamare la scena di un film; potrebbe essere divertente: non ho mai recitato: un’esperienza nuova.


Mi avvio verso il tavolo bandito: il suo sguardo mi scorta e non abbandona un istante il mio incedere sicuro, come dici tu, da regina.


 Speriamo che non lo sostenga anche lui, perché sarebbe la fine; questo non riuscirei proprio a tollerarlo: lui non può affermare cose che asserisci tu.


“Sai, cammini come una modella ( meno male , non ha detto regina) e sei una donna splendida” Un “grazie” poco convinto scaturisce dalle mie labbra serrate. Mi siedo: lui mi fissa negli occhi: “Hai occhi verdi profondi come il mare, ma la cosa che più abbaglia è la luce che emanano…” Penso: “Ma quale luce, quello che tu scorgi è solo un lumino, solo lui sa far brillare il mio sguardo…)


Gli rispondo, perché rispondere è cortesia: “ Sei un adulatore, come puoi dichiarare ciò se mi ha assalito un atroce mal di testa…” Terza  bugia


Oh, mi dispiace che tu non stia molto bene, ecco perché sei meno ciarliera del solito…”


 Tra me e me bisbiglio: Sì, bravo, hai capito proprio tutto; il fatto è che quando si è in compagnia con gli altri si sparano cavolate, si ride, si scherza, ma sola con te ho dimenticato l’intero dizionario della lingua italiana.


Altro giro, altra corsa, altro pesce: eccellente, ma io sto perdendo l’appetito, una morsa mi sta attanagliando lo stomaco. Il pensiero di te mi fa male. Perché non sei qui con me? E perché io sono qui con lui?


E’ vero, la nostra ultima tragica lite!” Mi dedichi sempre meno tempo” ti ho rinfacciato “ed io ho bisogno di una persona che mi stia vicina, con cui confidarmi; tu devi accettare che io esca con un bravo ragazzo che mi ami e che mi capisca, naturalmente non ho alcuna intenzione di far l’amore con lui, né di baciarlo, perché lo sai   come sono: se amo, sono monogama e visto che amo te, l’amore lo faccio solo con te.” Tu , vista la tua posizione, hai dovuto accettare questa condicio sine qua non…


 Sai, sei l’uomo migliore che io abbia mai conosciuto, anzi sei l’uomo per antonomasia; purtroppo sono inciampata nel tuo sguardo quando ormai il destino aveva giocato le tue carte : impegnato per la vita. .Ma quando ho visto il tuo volto, il tuo sorriso, ho provato quella gradevole e inspiegabile sensazione che si prova quando senza volerlo, ti svegli da un sogno, per ritrovarti in una fiaba, cullato da una fragile e dolce sensazione, che ti incatena al desiderio di guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti Ti devo confessare che tu saresti stato l’unico essere umano  farmi rivedere  la mia posizione nei confronti della convivenza: sono certa che con te non sarebbe mai  stata routine, ma ogni giorno avrebbe portato un pizzico di follia e di gioia in più alla nostra vita; sì , hai capito bene: sarei venuta a vivere con te, rinunciando alla mia libertà. La mia libertà sei tu ! Quando ci incontreremo in un’altra dimensione,e voglio credere che ci sia, saremo una famiglia tu ed io!


“Toc, toc , c’è nessuno?” La sua voce mi riconduce bruscamente alla realtà. “ Oh, sì che ci sono!” Avrei dovuto aggiungere sì, ma solo fisicamente.


Cerco di sorridergli ed esclamo:” Una cena veramente deliziosa! Manca solamente il dolce!” Ordiniamo i dessert, parliamo del più e del meno, di concetti futili, non gli rivelo niente delle mie emozioni, delle mie lotte, delle mie paure, delle mie allegrie.


Finalmente mi riaccompagna a casa ed io lo ringrazio: “Bella serata! “ Quarta bugia.


 Ancora una volta ho compreso ciò che ho interiorizzato da tre anni: voglio solo te e non posso fare a meno del tuo amore; meglio avere pochi scampoli colorati e pregiati del tuo tempo, piuttosto di un ampio tessuto grigio monocromo degli anni di un altro.


Certamente il fato sapeva il fatto suo quando ci ha sospinti l’uno incontro all’altra: grande confusione sull’Olimpo:


Cupido che lancia il suo dardo e non sbaglia mira: la sua freccia di cuori ci trapassa entrambi; Giove che approva la scelta del dio dell’amore e scaglia la sua abbagliante approvazione nelle luci di una sala da ballo.Mercurio  che cosparge di note musicali tutti i messaggi in suo possesso. Minerva , la saggia, che direziona le luci del locale sui nostri occhi che si riflettono ripetutamente e perdutamente, mentre tutto il resto è oscurato: esistiamo solo noi


 


Un’aura magica ci ha sempre avvolti, qualcosa che trascende l’immanente ci ha legati per la vita.


Io piccola papera che si rifugia nella grandezza di te; tu orso austero che si scioglie a poco a poco…  Io eterna caparbia adolescente che ama giocare, tu uomo maturo, deciso  tenere ben saldi i piedi a terra.


Ma io non demordo: voglio liberarti dal peso degli anni che soffocano la tua indole di ragazzino; alla fine vinco io. Liberati dalla zavorra della forza gravitazionale , ogni volta voliamo sempre più in alto fino ad amarci su un letto di stelle  . Chi l’avrebbe mai detto? Noi che ci desideriamo e ci  prendiamo nascosti dietro i cespugli nella notte,come ragazzini che attendono il buio per eclissarsi … Tu che arresti improvvisamente il motore, perché mi vuoi subito, adesso.. Non puoi aspettare.Oppure io,focosa come una cascata in piena, che ti indico una stradina laterale alberata, perché non c’è tempo per giungere alla meta; ti prendo per mano, sei un po’ restio, poi mi assecondi e i nostri corpi si fondono; così io mi nutro con il tuo sapore e mi disseto con il tuo odore.


Ci pensi? Ci pensi alla nostra stanza?Gli occhi delle pareti mai avevano visto tanta passione, gli orecchi mai avevano udito siffatti sospiri… E tu che mi copri le labbra, per evitare che i miei gridolini di piacere possano giungere ad esseri alieni. Poi esausti restiamo abbracciati e parliamo, parliamo, parliamo tanto: di tutto, di niente, di noi e così anche le nostre menti si fondono.


Tu sostieni che non sai scrivere frasi d’amore; non ti credo, adorabile bugiardo, ma ti perdono, perché sei insuperabile anche nell’esprimere i tuoi sentimenti, nell’adularmi, così come nel farmi sentire meravigliosamente donna.


E la tua voce? Calda, inconfondibile; come mi piace udirti parlare, come mi incanti quando canti; le note delle tue canzoni vibrano sulla mia pelle e rapiscono i neuroni: sono in balia di te.


Lo vuoi capire che ti amo? Non ho mai amato nessuno come amo te e nessuno mi ha mai donato la gioia che sai regalarmi tu.


 Sei unico anche come amante: sai dare vita in me a trepidazioni prima estremamente eccitanti , poi totalmente appaganti. La tua bocca, i tuoi baci sono nettare degli dei, di cui non posso più fare a meno; le tue mani , guidate da un sapiente regista, sanno tessere la trama del film dei miei gemiti.


E pensare che avevo enunciato con determinazione: “Io, una situazione così? Mai.”


Mai dire mai, è proprio il caso di ripeterlo… Sai, io amo le emozioni intense, quelle che si saggiano attraversando la porta stretta dell’attesa, della solitudine, della saltuarietà,  della convinzione che la vita è adesso, non ieri, né domani.Il domani potrebbe non esserci, l’unica realtà è l’istante; io non voglio sprecare nemmeno un secondo di quelli in cui mi è concesso poter stare con te.


Quando sarò in punto di morte potrò affermare di essere vissuta e non di essermi lasciata vivere. .Raggiungerò picchi altissimi di felicità e a volte conoscerò l’abisso, ma non sarò mai sospesa a mezza via ,in un limbo perenne:io il paradiso lo voglio raggiungere con te su questa terra.Questo mondo certamente c’è, un altro non lo so.


Riescono ad oltrepassare questa porta stretta solo poche persone: gli audaci, i folli, gli incoscienti,gli eterni Peter Pan, gli innamorati dell’amore, gli artisti….


 Dall’altra porta, quella larga, entrano tutti coloro che non rientrano in queste categorie:sono le persone abitudinarie, un po’ pavide, molto razionali, che parlano sempre con il cervello, quasi mai con il cuore, perché il cuore , si sa, è incosciente, è pazzo, strano: a volte batte forte, a volte piano,a volte è aritmico,a volte sale in gola, a volte pare fermarsi…Ama fare gli scherzi e giocare come i bambini… Spesso chi opta per la seconda porta dimentica di essere stato bambino e ricerca  la sicurezza: l’età dell’incoscienza è trascorsa, è finita,non ne resta quasi nemmeno la memoria ed allora prediligono una vita più tranquilla, più piatta,senza grandi emozioni positive e negative, però più tranquilla.


Adesso mi manchi e ti vorrei qui accanto a me, ma sono serena, perché so che anche tu probabilmente stai pensandomi e forse nel buio guidi la tua mano come se fosse la mia sul tuo corpo…


Però non lasciarmi senza te troppo a lungo: lo sai : le mie pile non sono resistenti come le duracell.


Ho voglia di te.


 


 


 

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lunedì, 04 febbraio 2008
 

Amarti




è la mia poesia più bella




nella  quale  ogni istante




inserisco dei versi




fatti di luci , ombre,  paure




sensazioni e silenzi loquaci




Al confine




tra sogno e  certezza




io ti porgo la mano




ed al suono




di una soave melodia




noi volteggiamo nella notte.




E quando




le note si faranno gocce




che pulsano sulla pelle,




le onde lente dell’anima




s’infiltreranno tra fibre




levigate dai sensi,




brinderemo all’amore




sorseggiando emozioni




sciogliendo nella bocca




confetti di ricordi




E se la musica finirà




troveremo nuovi spartiti




per dei versi che




non conoscono




l’addio…




 

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giovedì, 27 dicembre 2007

Con lo sguardo evanescente


Fissavo il mare d’inverno


ma il mio mare


aveva gli occhi tristi,


spasimi di sofferenza


e attendeva pazientemente il crepuscolo;


svelavo i mie sogni all’orizzonte,


ma là si rinfrangevano


e ritornavano a me


solo perle schiumose


di lacrime rapprese d’illusione.


Ed io


 sulla banchisa,


accompagnavo il concerto


del silenzio,


meditando


un dolcissimo profondo segreto


e mi abbandonavo


alle carezze


dell’argento amaro


dell’acqua

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lunedì, 10 dicembre 2007

 


Esmeralda ha


un sorriso radioso


indescrivibile al pensiero,


Ha incoscienze verdi


come regole di vita.


E la giostra gira,


gira la giostra…


Esmeralda vuole salire


                                               sul cavallo bianco


per fermare la morte


dal nero mantello,


ma perde la scarpetta


di cristallo;


forse avrebbe dovuto indossare


gli stivali delle sette leghe


per sfuggire al mondo


e non girare sempre in tondo.


Esmeralda  gioca,


Esmeralda sogna,


Esmeralda danza.


Danza con una scarpetta sola


e l’altro piede nudo:


Esmeralda attende .


Giungerà il suo principe.


Esmeralda sale sul ciliegio


e si adorna le orecchie


con i frutti rossi;


Esmeralda ha l’anima gitana


e danza tra le fronde.


Esmeralda non teme la notte:


ha gli occhi di gatta


e un cuore di cerbiatto.


E la giostra gira, gira la giostra.


Esmeralda non sa:


solo fiabe nella sua mente.


Esmeralda non conosce la crudeltà,


ma la strega vuole strapparle il cuore.


Dove sono i sette nani?


C’è solo Barbablù che le ruba l’innocenza.


Esmeralda non sorride più,


Esmeralda più non canta


Esmeralda non guarda più il sole


ma solo la terra brulla.


 


 


 Ho volutamente ripostato questa mia vecchia poesia per chè, tra quelle che ho scritto, è la mia preferita

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martedì, 04 dicembre 2007

PIOVE


Mi lascio trasportare


inerme


nella trasparenza


di ogni goccia,


meraviglioso, magico oblio.


Dimentico ogni violenza


ogni torto subito


e ascolto


il suono della pioggia


nella penombra


malinconica e trasognata.


Questa pioggia mi ha sorpreso


negandomi il profumo


del mosto autunnale .


Come cucciolo di scoiattolo


mi accoccolo stupita


ad ammirare la grandezza


dell’Essere.


Sento il Dio vivente, l’Assoluto


picchiettare sulle foglie


e nel ticchettio


avverto il miracolo.


La pioggia oggi


respira di fresca leggerezza,


regala una musica libera


di armonia spirituale


e mi incorona di sensibilità


 

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venerdì, 30 novembre 2007

Il vecchio


 


ASPETTANDO CARONTE


 


Rossi pampini di cielo


pallidi sogni aggrappati


a viticci di grappoli lunari.


Il vento taglia lo spazio


e l’anima apre il respiro


al sapore di mosto novello.


Una musica lieve t’invita


incontro all’aurora


per andare ad “obliare”


fra lane di soffici nubi.


 


Movesi lento il tuo piede


trascinando  i suoi  anni


indolenzito un poco il dorso


un chiodo messo tra l’ossa,


ubriaco dell’ultimo tramonto


versato nel calice del cielo.


Lontana è la notte:


le tue spalle incurvate


da vette che guidano abissi


quante montagne aguzze


han sostenuto  protese.


 


Il sentiero già volge a ponente:


l’ombra inghiotte il  ritorno.


Sulla sponda dell’arido ruscello


attendi, con lo sguardo rugoso,


il già ambito estremo guado.


Congedi il pensiero che sorge profondo


saluti il consenso effimero del mondo.


Né versi, né colori, né parole, nè vita


la tua favola inquieta è ormai finita.


 


 


 

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sabato, 24 novembre 2007

Hai conosciuto la mia terra


come la tua terra


dentro labbra serrate


di luglio,


ci siam donati la vita


stesi nel bianco letto del cielo


pronto a ricevere la sua rondine

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domenica, 11 novembre 2007

Con un invisibile laccio


catturerai per me


ogni stella del cielo,


e addobberai la mia casa


                                                        Alla rugiada del mattino


sottrarrai ogni umido fiore


e ne farai una strada


fino al mio castello


A piedi nudi


sfuggirò alle sentinelle


dalle spade incrociate


inciampando nella lunga veste.


Tu mi rialzerai ed io


ti porgerò le labbra,


sul tuo destriero mi poserai


conducendomi per boschi e valli.


Rapiremo l'anima


ad un letto di trifoglio


e ci ameremo


tra le sussurranti foglie.


Tu scriverai su una nuvola


un madrigale


ardente messaggio


a passeggio per i cieli


del mondo.


Le altre nuvole s'incroceranno


a disegnare il nostro intreccio


e chiunque alzerà lo sguardo


sentirà e vedrà il nostro amore


 


 

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domenica, 11 novembre 2007


 


 



 


 



La solitudine


non m’appartiene


se non come tranello


nel quale posso


rimanere avviluppata.




I miei sogni


li porta a spasso il vento


e lui sa a chi offrirli.


La sincerità è sempre positiva


il resto è illusione.






Intuire questo col cervello


è inutile,


capirlo con il cuore


è ballare con la vita





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venerdì, 09 novembre 2007

Tu


farai parte


di una ruga felice


nello spoglio


degli anni


vissuti, memorizzati.


Tu


occuperai


nei nidi delle nostalgie


un batuffolo tenero


della mia esistenza.


Tu


mi possiederai


per quell’incognita


eclisse d’amore


esplosa nei cieli


d’inverno.


Tu


siederai


alla mensa dei ricordi


elargendo calore


ai fuochi crepuscolari


nel rosso tepore


di un corpo che feconda


i desideri più veri


 


 


 

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sabato, 27 ottobre 2007

Nella vita morale, così come nella vita fisica, esiste un’aspirazione e una respirazione: l’anima ha bisogno di assorbire i sentimenti di un’altra anima, di assimilarseli per restituirglieli più ricchi. Se questo bellissimo fenomeno non esiste, non c’è vita per il cuore: gli viene allora a mancare l’aria, soffre e deperisce.


 


Honorè De Balzac

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lunedì, 15 ottobre 2007

Esistono fiori


professionisti


oltre le colline


di vetro


che conoscono


la trigonometria


e si divertono


nell’inventare


giochi pericolosi


come racconti spontanei


che intercettano


il dubbio


decapitando


il cuore delle favole


 

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giovedì, 11 ottobre 2007

Il ponte

Il ponte dei lucchetti

 

Chiusa d'amore
di sognator felici
dolce promessa


con giuramenti eterni
di coppie innamorate

 

Mano per mano
la chiave giù dal ponte
e la catena


aperta ai loro sogni
vita futura saggi

 

Passaggi rosa
di favole lontane
verbi fatali


spero prometto giuro
di sirenette il canto

 

Poi la domanda
pongo ai giovani amanti
lucchetti chiusi


eternamente stretti
oppure scatenati

 

In pochi giorni
di facili illusioni
realtà risponde


aprite gli occhi chiusi
ai disinganni amari

 

 

Copyright © foto e versi di Lorenzo 11.10.07

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