

![]() Timidi crocus -
la testa fra le mani,
pallido il sole.
Capelli sulle gote
tinti d’Amor salato.
Abbandonata.
Sapore di mandorla -
tetri pensieri.
Ad occhi chiusi.
Stringo forte la tazza.
Vomito rosso.
Fuori cala la notte...
s’addormentano i crocus.
Petali chiusi -
disperata preghiera.
Mani congiunte.
Domani sarò un riccio gravido d’amore ermeticamente chiuso in un guscio spinoso; non ce la faccio più a sopportare la luce di un nuovo giorno che maledetto mi strappa al sogno. Ogni notte faccio l’amore con te e ogni volta uno specchio si è suicidato. La valanga delle crudeltà si scioglie nel nostro amplesso e si ripete il miracolo. Mi risveglio dal letargo come fosse la prima volta e ti ridono la mia verginità. Dopo aver consumato l’amore fra i fili della tua anima, mi sento fragile come la vita. Dio ha perso il suo terzo occhio…. Appaio forse complicata? Forse incomprensibile? Parlo come un transistor esasperato 24 ore su 24? La luce non ha bisogno del sole per esistere eternamente ed io dopodomani non avrò più bisogno di te per vivere
Davanti a una birra Ivonne mi raccontò la storia del suo primo amore. Lei, avanti e indietro dallo psicologo, rivangava la violenza sessuale subita in famiglia, rimossa per nove anni; lui, avanti e indietro dagli ospedali, combatteva gli strascischi della talassemia, dopo il trapianto di midollo osseo e il coma vissuti, coincidenza, nove anni prima.
Calandomi nella parte di una giovane Ivonne che scrive sul proprio diario, vi narro una storia vera.
Caro Diario,
un anno fa scoprii l’amore. Questa è una lettera per lui che mai leggerà.
“Jean, oggi solo fuoco mi brucia tra le mani. La mia vita senza te? Musica pesante, droghe leggere, sesso.
Il mio cuore diciassettenne è già stato massacrato abbastanza, voglio gelarlo e in questo tu, a calci e pugni, riuscisti ad aiutarmi benissimo. Nutro rabbia, rancore, vendetta se penso alla nostra triste fine.
In fondo al tuo cuore, distrutto quanto il mio, una molla abilmente celata dal tempo scattò contro di me, come contro chiuque ti ami. Anch’io nascondo la molla: ho provato sulla pelle quel sentirsi diversi di fronte a chi non capisce e sminuisce, sola nella folla. Ci siamo sentiti uguali.
Jean, due cuori così si capiscono senza spiegare, si amano abbagliati dal passato che risuona incredibilmente dolce, infine, si scagliano uno contro l’altro. Dinamiche sotterranee alla ricerca del compagno di sventura. Fu guerra fredda: impetuosi ci affrontammo sulla scia di un amore dalle fondamenta traballanti che sprofondò inesorabile, sconfinando nell’odio. Lineare verità.
Grazie per avermi amata, sei stato ricambiato pienamente ogni momento. “
... io propongo un'altro tipo di lettera d'amore... già postata tempo fa nel tuo blog e raggiungibile con il link qui sotto... fatemi sapere cosa ne pensate... non è affatto romantica! - lineare verità -
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