domenica, 23 agosto 2009

Un dì sbocciò la primavera

sui rami degli anni miei acerbi

ed un caparbio fiore

il suo polline innestò

negli impavidi meandri

della mia fresca intimità.

Un minuscolo palpitante seme:

quello eri tu: e da subito t’amai.

 

Era l’origine della tua vita

E la coscienza dei giorni miei.

Ti nutrii col mio cibo

Ti cullai con la mia acqua

Ti cantai con la mia voce

Ti coprii con la mia pelle

Ti protessi col mio coraggio.

E da subito t’amai.

 

E , all’improvviso,

così come entrasti in me,

un dì uscisti, strillando

pretendendo i baci della luce.

Pretendesti il mio amore,

la mia presenza, il mio affetto

Ti prendesti tutti i miei pensieri,

ma per me eri già il mondo.

 

E le risate, i giochi, i salti, le capriole, le coccole

nella minima stanza in cui dormivamo accanto,

su due consunte reti unite da un singolo lenzuolo

perché i tuoi occhi chiusi si specchiassero nei miei,

perchè la tua manina cicciotella intrecciasse la mia

ed il nero dei tuoi lunghi ricci profumati capelli

si unisse al biondo dorato dei miei,

mentre le tue “gambotte”ciccione e bimbe

imprigionavano le mie giovani,ma adulte.

 

“Buongiorno mammina, sei la più bella del mondo”

“E tu la mia lumachina, la più dolce di tutte!”

Quanta dolcezza e quanto calore uscivano

dai vetri spalancati su un fresco giorno azzurro,

poi si spandevano, pennellando di tenerezza

un cielo che noi non vedevamo mai grigio;

l’uggiosità di questa tinta ci era straniera.

Ed io già t’amavo, ma ancora di più.

 

Cosa successe poi, non lo so.

Esploro ogni notte tutti gli spilli del  buio,

le gialle pavide stelle non mi svelan l’arcano,

e al mio domandar ,sbadigliando, si spengono.

Ti smarristi tra la cenere accesa

d’un inestinguibile azzardato fuoco,

avviluppata da zombi dalle orbite vuote

rigettati dall’inferno per appestare la vita.

Ed io ancor ti amo, sempre di più.

 

“Da dove vieni? E dove vai? Dove sei piccola mia?”

Sei qui, tu mi dici; ti vedo ti tocco, ma non ti riconosco.

Quello sguardo gelido, fa di te una odierna Medusa,

che rende calcareo il sangue che bloccherà il mio cuore.

Dov’è la mia Teteia? Dov’è la mia splendida ragazzina?

Arranco nel niente, ma tengo duro, m’inganno e ti chiedo:

“ Tu l’hai vista? Lei è bella, allegra, occhi vivaci,

labbra di ciliegia dischiuse al sorriso, ha gioia sul viso.

La conosci? Se la vedi, diglielo. Io l’amo da allora, ancora.”

 

 

 

 

 

 

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mercoledì, 06 maggio 2009

…E resto così:

appesa ad un bacio,

ad un amore

taciuto, atteso,

ascoltato,

spiato

da lune di cristallo,

in questo cielo

dove io mi perdo

e mi contemplo

come un punto

travolto

dal tuo immenso.

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domenica, 22 marzo 2009

INIZIAMO LA NUOVA SETTIMANA CON UNA POESIA DEDICATA A TUTTI COLORO CHE AMANO ( ragazzi e adulti), SPERANDO che l'amore colori i nostri giorni con le sue gocce di sole...)

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito.
Ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti.
La loro rabbia, il loro disprezzo, le risa, la loro invidia...
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno,
essi sono altrove molto più lontano della notte,
Molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.                                      

                                                                                     ( Prevert )

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venerdì, 06 febbraio 2009

Camminando nel


prato della mia mente


ho incontrato


riflessi ridenti di sole.


 


Ho discusso


con nuvole tristi,


cariche di pioggia.


 


I miei passi


hanno sfiorato


sassi di cuore,


perle fuggite


dalla  prigione


per cavalcare


l’onda della libertà.


 


Ho visto petali di fiori


della mia adolescenza


legati con vergini


fiocchi rosa.


 


.Ho visto un’ape


versare nei pistilli


profumi di pelle


 


Ho incontrato  farfalle


che si intrecciavano


per creare nuovi colori.


 


Ho visto uno spazio


libero per l’amore:


ho visto te.

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domenica, 01 febbraio 2009

A   ELETTRA


 


 


Ti aggravi al mio corpo disteso


fugando le miserie del giorno,


il grano dei tuoi lunghi capelli


profumava di luce la mia notte.


Era l’ora più attesa:


il buio accendeva le nostre coccole


le stelle origliavano le nostre parole.


E il battito del tuo piccolo cuore


riscaldava il respiro  del sonno.


Ti chiamavo “il mio pagliaccino”


 


Un mattino mi svegliai intirizzita:


ero sola nel grande letto.


Mi affacciai inspirando il mattino


e ti vidi nell’aria:


avevi indossato le ali della vita


e stavi volando da sola…


Un’improvvisa paralisi mi colpì ;


tra cuore e cervello fu grande guerra;


la ragione annientò il sentimento.


Capii ch’era giusto così, ma non riuscii


mai a spiegarlo alle lacrime


che ancora oggi scendono copiose


 

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giovedì, 29 gennaio 2009

 




L’AMORE




 


Non ho cercato in ogni angolo,


non  ho inseguito ogni momento


per afferrare l’amore.


Non ho chiesto alle  stelle


se l’avrei mai trovato.




 Ho vissuto da pescatrice


raccogliendo i frutti


che il mare della vita


mi donava…




 Ma una sera ho sentito


il sorriso di un tulipano


che sboccia nella notte.




 Ho visto la tua voce,


ho udito il tuo cuore,


ho gustato i tuoi occhi.




 Non eri dietro un angolo,


non eri vicino a me :


il ruscello della tua vita


scorreva nel suo letto


d’erba soffice e di sassi:


ora mesto, ora allegro.




 Nel torrente della mia vita


affluirono le acque del tuo


divenendo un fiume limpido


un fiume sempre in piena.




 Sarà un fiume con qualche ombra,


sarà il nostro fiume mai assetato


alimentato dalle piogge abbondanti


del nostro amore

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domenica, 25 gennaio 2009

Vorrei vivere


nei tuoi occhi


per essere baciata


dalla loro luce.


 

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lunedì, 12 gennaio 2009

Io voglio fare la guerra


facendo l'amore con te


nel mio letto.


Voglio ucciderti ragazzo


facendoti godere


d'amore libero.


Solo così il tuo spirito


potrà volare alto


come l'aquila nei cieli


soprannaturali,


sentendo l'onnipresenza


e la regalità dell'Essere .

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giovedì, 08 gennaio 2009

Distillare un pensiero


pedinare un sentimento


nutrirmi d’indifferenza


e poi…


Ritrovare


quel viale sensuale


che mi riconduce a te,


facendomi transitare


l’ amabilità dell’incoscienza


regalandomi i sapori del dubbio


solo per non lasciarmi morire di noia

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venerdì, 26 dicembre 2008

Lo persi




improvvisamente,




un giorno di nebbia




inaspettatamente,




nell’intimo grigiore




d’uno ottobre spento,




quando




uno squillo telefonico




folgorava l’anima,




quando




la sua voce




mi scagliava addosso




manciate di memorie




presenti, vive e calde.




Lo persi




in uno di quei  giorni




senza senso.




Quando




solo l’attesa febbrile




del prossimo incontro




appannava il gelo




scolpito sui marciapiedi




della tribolazione




Quel giorno




non persi solo lui,




persi la parte innocente di me




mentre la sua cattiveria




funestava i ricordi.




Non era così luminoso:




il suo amore, una meteora.




La sua voce, un pezzo di vetro.




Il suo silenzio, un gioco maligno.




Ascoltai fino alla fine




il suo devastarmi




senza riattaccare.




Mentre mi depredava,




a lume di candela




vidi i limiti del suo cuore.




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giovedì, 18 dicembre 2008
Forse

esistono

attenuanti

per un cliente

d’illusioni

estemporanee.

Cosa importa:

ho solo tentato

di premiare

la grandezza

di un minuto,

nella vertigine

di una lacrima

inaridita

dal respiro

di un amore,

che annebbia

i marmi pacati

di Montecchi

e Capuleti

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giovedì, 20 novembre 2008

Il mio letto: le stelle


La notte s'adagia


tra il cielo e la terra


e nasce una fiaba;


La luna tremante sospira


e un manto traluce lieve


s'un letto di stelle sospese.


Selvaggi e teneri


tra veglia e sonno


noi insieme giacciamo


con un segreto nel cuore


che canta, che ride,


che tace.


I nostri sogni s'uniscono, ma,


il tuo... si stacca dal mio:


non ha catene  la luce...


Ora vago, vago, vago


sanguinando, cantando


nel giorno


ch'è pianto e ch'è gioia.


M'appiglio alle stelle


nella notte


ch'è ricordo, ch'è furia


aspettando il tuo sogno


per ritrovarmi con te


nell'ardore di un ultimo volo.


 

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mercoledì, 19 novembre 2008

Questo gabbiano


deciso


sulla sua preda.


Nostalgia di eventi


che io pensavo


 volo di gioia


dedicato


 all’avvenire.


Nostalgia di te


che tuttora


penso gabbiano


disperso


nei miei infiniti


senza voce.


Perché nei pensieri


di domani


non potrai


mai


sapere


né capire


quanto


ti ho volato accanto

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giovedì, 17 luglio 2008

 


 


Ascolta:


oggi mi cade nel cuore


la tua gioia d’uomo,


quest’interludio di pace


sospesa nel tempo.


E’ una sera di prima estate:


un  sogno in quel cielo


che a lungo si specchia


negli occhi del mondo.


Attorno silenzio e attesa,


il cigolio di un dondolo,


aggirato nel vuoto leggero


da un vento sospeso fra l’onde.


Sono sbocciate le lucciole


nel giardino tra l’erba delicata


ad illuminare il nostro abbraccio


ed i nostri baci arditi


Mi dici qualcosa d’antico


e ti rispondo qualcosa di nuovo:


la mia gaiezza vuole giocare.


tu mi guardi incredulo


mentre leggiadra volteggio.


Poi ti raggiungo e mi perdo


nell’emozione di essere tua


e  mi recupero in te


finalmente acquietata:


insieme ci scopriamo


nell’estuario di una foce


che si getta nell’immenso


della rugiada senza contorni.


 


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giovedì, 26 giugno 2008

                                                                      


 


 


Su un foglio evanescente


farfalle volubili ed ubriache


tracciano tenui ideogrammi.


Nel ruvido silenzio sospeso


di case e cortili addormentati


sopravviene il ronzio delle api.


Nella solarità dello spazio


rimbalzano i fantasmi ridenti


di ardori improvvisi e golosi.


Presso le ombre silenti dei tigli


s’accucciano palpiti di ricordi


che, inquieti, ancora mi consumano.


In quest’eterno enigma dell’anima


rimbalzano i giorni su uno specchio


amorfo che aleggia senza volto.


IL vento trasporta macerie di vita


mentre lentamente la scottante terra


inizia ad indossare le vesti della notte.


Una lettera gettata in un angolo


sta in attesa per essere raccolta


e letta con zelo  nel velo della sera.


Leggila amore mio: è solo per te;


le voci del mio pianeta sommerso


parlano avviluppando il tuo cuore.


 


 


 

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martedì, 22 aprile 2008

NON MI BASTI MAI


Potrò mai abbastanza amarti?

La vita

 impone per ogni cosa

un tempo e un luogo,

ma per noi non si può


Quest'insaziato esistere

non basta e mi sgomenta.

Non per quest'anni miei

che riconosco vivi solo ora;

nell'effrazioni pazienti

delle ore, sei tu che non vedo

e non respiro.


 Poco è lo spazio per dirti

 quanto mi resta ancora per amarti.


Se mi ferisco le mani

premendo sui cocci
dei tuoi tempi sconosciuti

che in frantumi più piccoli faccio,

inutilmente, ogni volta, cosa conta ?

.


 Dolcezza triste,

di nubi, se non intendo

quello che vuoi dirmi.

Spogliata dell'idea della vita

non sono altro che te.

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lunedì, 24 marzo 2008

Tu non parli, mi cerchi con gli occhi.


Io non parlo, ti scopro con l’anima.


 


Quanta magìa


nell’infinita dolcezza


di questo vagheggiato, tacito incontro!


 Grano di rena,


 ingerito dall’onda


fluttuo nelle correnti calde del tuo mare.


Galleggio avvinta


 al tuo corpo ciarliero,


nel mio ventre perle di rugiada salata.


No, non parlare


 amore mio, abbandonati:


il fiato possente dell’ardore ci sorregge.


Dammi un bacio,


 cento e un altro ancora:


il tuo bacio conosce l’alfabeto dell’amore.


Scrive sulle  labbra


con inchiostro di stelle


frasi che nessuno potrà mai sussurrare


In silenzio,


divoro le umide parole


Baciami ,parlami così  per sempre


 


Baciami amore mio.


 


 


 

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domenica, 09 marzo 2008

                                                                   La notte incide


 


solitudine profonde


 


mentre le ore vanno


 


Oppresse da ricordi


 


E nuove fiamme di desiderio


 


sorgono e s'alternano


 


a passi di danza.


 


Chi mai sentirà


 


la follia che mi sfiora


 


E invade l’anima di luce?


 


Pure qualcuno come me


 


darà voce al silenzio


 


ed un nome al suo sogno.


 


Vicine e lontane


 


come l’onda e la spiaggia


 


le ebbrezze si sfiorano


 


le mani si tendono


 


Le bocche si cercano.


 


Compiutamente l’anima s’apre alla sua verità


 


senza segreti.


 


Perché col giorno


 


saremo murati alla vita


 


E caldi ciuffi di desiderio


 


premeranno invano


 


tra le crepe del cuore







 

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mercoledì, 27 febbraio 2008

Denudando l’anima:lettera d’amore per te


Una virgola di luna aiuta un lume di candela a rischiarare il tavolino apparecchiato intimamente  per due: cena a base di pesce. Sento il cuore salirmi fino alla gola: tranquilla, devo stare tranquilla, che sarà mai? Non sono abituata ad uscire con qualcuno che non sia tu, ma ce la farò, certo, devo farcela! Ragazza ti stai rammollendo, dove hai lasciato la corazza,  lo scudo , l’elmetto? Mi tocco : tutto a posto, sono ben armata!” Lui è carino, gentile, colto ed innamorato…Illudiamolo di essere importante: “ Fai tu, scegli tu anche per me, sì, anche il vino… Vino bianco, che ben si sposa con il pesce “.Ed è proprio in questo preciso istante, quando il cameriere versa il liquido succulento nei calici , che inizio a smarrirmi…


Un volto straniero è davanti a me, una voce aliena mi sussurra: “Un brindisi?”   “Come dici? No , io non amo brindare! Mi sembra un gesto obsoleto!” Prima bugia:


 la verità è che penso ai nostri innumerevoli brindisi; un brindisi acquisisce valore solo con te; io brindo con te , per sentire la tua voce che mi manifesta il tuo amore, che celebra la nostra comunione spirituale e carnale.


La trattoria è raffinata, l’atmosfera intima e nel verde delle piante che circonda i rari tavoli, respiro il tuo odore, m’inebrio di te e a questo punto sono spacciata!


Un ronzio s’impossessa delle mie orecchie, come se un milione di api volessero darmi dei suggerimenti: non sento più. “ Come hai detto? Scusa , non ho capito! L’astice? Sì è squisito! Ottima scelta!”


Vedo il suo sguardo accendersi compiaciuto e penso: “ Ti prego non farti illusioni, potresti farti male scontrandoti con la realtà, non te lo meriti”


Si alza, in piedi di fianco di me, e con le tenaglie mi viene in soccorso a spezzare il crostaceo  nel mio piatto; il suo braccio sfiora la mia pelle nuda: non provo niente, anzi un leggero fastidio: mi scanso bruscamente, troppo bruscamente… “ Scusami , non volevo” Gli sorrido e lo tranquillizzo, ma non gli confesso che sono allergica a tutte le epidermidi che non sono la tua!


“Sei bellissima! Sono mesi e mesi che attendo questo istante ed ora che sei qui, sola con me, …” Mi alzo “Devo andare in bagno, scusami…” Seconda bugia:


 finalmente sola! Ma che ci faccio qui? Ragazza lo sai che ci fai lì; hai accettato di uscire con un altro uomo, per non pensare più a lui, per raccontargli di te, della tua vita, di ciò che senti, di ciò che provi…E poi chissà, forse, un giorno , col tempo… Guardo l’orologio : sono in bagno da cinque minuti e non ho alcuna intenzione di ritornare a sedermi là. Ma quale giorno? Quale tempo? Non mi va neppure di parlargli di me. Io amo comunicare, spogliarmi la vita solo con te… Potrei uscire, lasciarlo là seduto… no, non è uno stupido,è solo innamorato non ricambiato; dai, non sei più una bambina, devi andare avanti; the show must go on… E’ proprio il caso di dirlo!


Mi sembra di declamare la scena di un film; potrebbe essere divertente: non ho mai recitato: un’esperienza nuova.


Mi avvio verso il tavolo bandito: il suo sguardo mi scorta e non abbandona un istante il mio incedere sicuro, come dici tu, da regina.


 Speriamo che non lo sostenga anche lui, perché sarebbe la fine; questo non riuscirei proprio a tollerarlo: lui non può affermare cose che asserisci tu.


“Sai, cammini come una modella ( meno male , non ha detto regina) e sei una donna splendida” Un “grazie” poco convinto scaturisce dalle mie labbra serrate. Mi siedo: lui mi fissa negli occhi: “Hai occhi verdi profondi come il mare, ma la cosa che più abbaglia è la luce che emanano…” Penso: “Ma quale luce, quello che tu scorgi è solo un lumino, solo lui sa far brillare il mio sguardo…)


Gli rispondo, perché rispondere è cortesia: “ Sei un adulatore, come puoi dichiarare ciò se mi ha assalito un atroce mal di testa…” Terza  bugia


Oh, mi dispiace che tu non stia molto bene, ecco perché sei meno ciarliera del solito…”


 Tra me e me bisbiglio: Sì, bravo, hai capito proprio tutto; il fatto è che quando si è in compagnia con gli altri si sparano cavolate, si ride, si scherza, ma sola con te ho dimenticato l’intero dizionario della lingua italiana.


Altro giro, altra corsa, altro pesce: eccellente, ma io sto perdendo l’appetito, una morsa mi sta attanagliando lo stomaco. Il pensiero di te mi fa male. Perché non sei qui con me? E perché io sono qui con lui?


E’ vero, la nostra ultima tragica lite!” Mi dedichi sempre meno tempo” ti ho rinfacciato “ed io ho bisogno di una persona che mi stia vicina, con cui confidarmi; tu devi accettare che io esca con un bravo ragazzo che mi ami e che mi capisca, naturalmente non ho alcuna intenzione di far l’amore con lui, né di baciarlo, perché lo sai   come sono: se amo, sono monogama e visto che amo te, l’amore lo faccio solo con te.” Tu , vista la tua posizione, hai dovuto accettare questa condicio sine qua non…


 Sai, sei l’uomo migliore che io abbia mai conosciuto, anzi sei l’uomo per antonomasia; purtroppo sono inciampata nel tuo sguardo quando ormai il destino aveva giocato le tue carte : impegnato per la vita. .Ma quando ho visto il tuo volto, il tuo sorriso, ho provato quella gradevole e inspiegabile sensazione che si prova quando senza volerlo, ti svegli da un sogno, per ritrovarti in una fiaba, cullato da una fragile e dolce sensazione, che ti incatena al desiderio di guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti Ti devo confessare che tu saresti stato l’unico essere umano  farmi rivedere  la mia posizione nei confronti della convivenza: sono certa che con te non sarebbe mai  stata routine, ma ogni giorno avrebbe portato un pizzico di follia e di gioia in più alla nostra vita; sì , hai capito bene: sarei venuta a vivere con te, rinunciando alla mia libertà. La mia libertà sei tu ! Quando ci incontreremo in un’altra dimensione,e voglio credere che ci sia, saremo una famiglia tu ed io!


“Toc, toc , c’è nessuno?” La sua voce mi riconduce bruscamente alla realtà. “ Oh, sì che ci sono!” Avrei dovuto aggiungere sì, ma solo fisicamente.


Cerco di sorridergli ed esclamo:” Una cena veramente deliziosa! Manca solamente il dolce!” Ordiniamo i dessert, parliamo del più e del meno, di concetti futili, non gli rivelo niente delle mie emozioni, delle mie lotte, delle mie paure, delle mie allegrie.


Finalmente mi riaccompagna a casa ed io lo ringrazio: “Bella serata! “ Quarta bugia.


 Ancora una volta ho compreso ciò che ho interiorizzato da tre anni: voglio solo te e non posso fare a meno del tuo amore; meglio avere pochi scampoli colorati e pregiati del tuo tempo, piuttosto di un ampio tessuto grigio monocromo degli anni di un altro.


Certamente il fato sapeva il fatto suo quando ci ha sospinti l’uno incontro all’altra: grande confusione sull’Olimpo:


Cupido che lancia il suo dardo e non sbaglia mira: la sua freccia di cuori ci trapassa entrambi; Giove che approva la scelta del dio dell’amore e scaglia la sua abbagliante approvazione nelle luci di una sala da ballo.Mercurio  che cosparge di note musicali tutti i messaggi in suo possesso. Minerva , la saggia, che direziona le luci del locale sui nostri occhi che si riflettono ripetutamente e perdutamente, mentre tutto il resto è oscurato: esistiamo solo noi


 


Un’aura magica ci ha sempre avvolti, qualcosa che trascende l’immanente ci ha legati per la vita.


Io piccola papera che si rifugia nella grandezza di te; tu orso austero che si scioglie a poco a poco…  Io eterna caparbia adolescente che ama giocare, tu uomo maturo, deciso  tenere ben saldi i piedi a terra.


Ma io non demordo: voglio liberarti dal peso degli anni che soffocano la tua indole di ragazzino; alla fine vinco io. Liberati dalla zavorra della forza gravitazionale , ogni volta voliamo sempre più in alto fino ad amarci su un letto di stelle  . Chi l’avrebbe mai detto? Noi che ci desideriamo e ci  prendiamo nascosti dietro i cespugli nella notte,come ragazzini che attendono il buio per eclissarsi … Tu che arresti improvvisamente il motore, perché mi vuoi subito, adesso.. Non puoi aspettare.Oppure io,focosa come una cascata in piena, che ti indico una stradina laterale alberata, perché non c’è tempo per giungere alla meta; ti prendo per mano, sei un po’ restio, poi mi assecondi e i nostri corpi si fondono; così io mi nutro con il tuo sapore e mi disseto con il tuo odore.


Ci pensi? Ci pensi alla nostra stanza?Gli occhi delle pareti mai avevano visto tanta passione, gli orecchi mai avevano udito siffatti sospiri… E tu che mi copri le labbra, per evitare che i miei gridolini di piacere possano giungere ad esseri alieni. Poi esausti restiamo abbracciati e parliamo, parliamo, parliamo tanto: di tutto, di niente, di noi e così anche le nostre menti si fondono.


Tu sostieni che non sai scrivere frasi d’amore; non ti credo, adorabile bugiardo, ma ti perdono, perché sei insuperabile anche nell’esprimere i tuoi sentimenti, nell’adularmi, così come nel farmi sentire meravigliosamente donna.


E la tua voce? Calda, inconfondibile; come mi piace udirti parlare, come mi incanti quando canti; le note delle tue canzoni vibrano sulla mia pelle e rapiscono i neuroni: sono in balia di te.


Lo vuoi capire che ti amo? Non ho mai amato nessuno come amo te e nessuno mi ha mai donato la gioia che sai regalarmi tu.


 Sei unico anche come amante: sai dare vita in me a trepidazioni prima estremamente eccitanti , poi totalmente appaganti. La tua bocca, i tuoi baci sono nettare degli dei, di cui non posso più fare a meno; le tue mani , guidate da un sapiente regista, sanno tessere la trama del film dei miei gemiti.


E pensare che avevo enunciato con determinazione: “Io, una situazione così? Mai.”


Mai dire mai, è proprio il caso di ripeterlo… Sai, io amo le emozioni intense, quelle che si saggiano attraversando la porta stretta dell’attesa, della solitudine, della saltuarietà,  della convinzione che la vita è adesso, non ieri, né domani.Il domani potrebbe non esserci, l’unica realtà è l’istante; io non voglio sprecare nemmeno un secondo di quelli in cui mi è concesso poter stare con te.


Quando sarò in punto di morte potrò affermare di essere vissuta e non di essermi lasciata vivere. .Raggiungerò picchi altissimi di felicità e a volte conoscerò l’abisso, ma non sarò mai sospesa a mezza via ,in un limbo perenne:io il paradiso lo voglio raggiungere con te su questa terra.Questo mondo certamente c’è, un altro non lo so.


Riescono ad oltrepassare questa porta stretta solo poche persone: gli audaci, i folli, gli incoscienti,gli eterni Peter Pan, gli innamorati dell’amore, gli artisti….


 Dall’altra porta, quella larga, entrano tutti coloro che non rientrano in queste categorie:sono le persone abitudinarie, un po’ pavide, molto razionali, che parlano sempre con il cervello, quasi mai con il cuore, perché il cuore , si sa, è incosciente, è pazzo, strano: a volte batte forte, a volte piano,a volte è aritmico,a volte sale in gola, a volte pare fermarsi…Ama fare gli scherzi e giocare come i bambini… Spesso chi opta per la seconda porta dimentica di essere stato bambino e ricerca  la sicurezza: l’età dell’incoscienza è trascorsa, è finita,non ne resta quasi nemmeno la memoria ed allora prediligono una vita più tranquilla, più piatta,senza grandi emozioni positive e negative, però più tranquilla.


Adesso mi manchi e ti vorrei qui accanto a me, ma sono serena, perché so che anche tu probabilmente stai pensandomi e forse nel buio guidi la tua mano come se fosse la mia sul tuo corpo…


Però non lasciarmi senza te troppo a lungo: lo sai : le mie pile non sono resistenti come le duracell.


Ho voglia di te.


 


 


 

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lunedì, 04 febbraio 2008
 

Amarti




è la mia poesia più bella




nella  quale  ogni istante




inserisco dei versi




fatti di luci , ombre,  paure




sensazioni e silenzi loquaci




Al confine




tra sogno e  certezza




io ti porgo la mano




ed al suono




di una soave melodia




noi volteggiamo nella notte.




E quando




le note si faranno gocce




che pulsano sulla pelle,




le onde lente dell’anima




s’infiltreranno tra fibre




levigate dai sensi,




brinderemo all’amore




sorseggiando emozioni




sciogliendo nella bocca




confetti di ricordi




E se la musica finirà




troveremo nuovi spartiti




per dei versi che




non conoscono




l’addio…




 

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