all'isola approdi navigante,
il tesoro tienti ben ascoso
che sullo scoglio vigila un brigante.
Fonti di acqua cristallina,
piante dai frutti succulenti,
t'invogliano a esplorar quella marina,
ma diffidenti ancor sono le genti.
Ti guatano in cagnesco, marinaio,
il nome che porti è un marchio nero,
tu non lo sai ma sei in un bel guaio,
non san distinguere falsità dal vero.
Ritorni in su la barca e prendi il mare,
ti giri a riguardare l'isoletta
e le sue genti di accoglienza avare.
T'allontani e canta la civetta.
Novella Circe attira con lusinghe,
nell'isola una corte di adoranti,
prende il potere e il re presto costringe,
a prendere il mar con gli altri naviganti.