Uno spillo conficcato
nella carne del concetto;
rincasano aghi del ricordo,
graffi sul cristallo dell’anima.
Le ali della memoria alitano
nel caldo gelo della mente,
e l’ultimo respiro del giorno
svanisce dietro le esili spalle
di un orizzonte farneticante.
Ma
ho ancora infuocato nel petto
il ridente mio grido alla vita
il pianto sfiduciato e neonato
di chi lascia la certa placenta
per sentirsi terra che ondeggia.
Il giorno procede zoppicando
tra pietre e frammenti di felpa,
nel cielo boccoli di nuvole
promettono danze di luce.