giovedì, 26 giugno 2008

                                                                      


 


 


Su un foglio evanescente


farfalle volubili ed ubriache


tracciano tenui ideogrammi.


Nel ruvido silenzio sospeso


di case e cortili addormentati


sopravviene il ronzio delle api.


Nella solarità dello spazio


rimbalzano i fantasmi ridenti


di ardori improvvisi e golosi.


Presso le ombre silenti dei tigli


s’accucciano palpiti di ricordi


che, inquieti, ancora mi consumano.


In quest’eterno enigma dell’anima


rimbalzano i giorni su uno specchio


amorfo che aleggia senza volto.


IL vento trasporta macerie di vita


mentre lentamente la scottante terra


inizia ad indossare le vesti della notte.


Una lettera gettata in un angolo


sta in attesa per essere raccolta


e letta con zelo  nel velo della sera.


Leggila amore mio: è solo per te;


le voci del mio pianeta sommerso


parlano avviluppando il tuo cuore.


 


 


 

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lunedì, 23 giugno 2008

Sei salito


sul treno


che conduce


alla routine,


rilassato fra cuscini


troppo soffici


su cui io non poggerò


mai il capo.


Io resto in piedi


a guardarti


mentre ti allontani.


Compro subito


un biglietto


di sola andata


per la spontaneità.


Non angosciarti:


non c’è stato


un possente tumulto


di  partenza


nelle stazioni


del cuore:


è  troppo


presto


per morire


un’altra volta


ed è troppo tardi


per dilapidare


sentimenti.


Ci sarà un giardiniere


a coltivare le mie follie?


 

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lunedì, 16 giugno 2008

                                                    


M’assomiglia


un poco


questa stanza


dove filtra ammalato


il sole di domani,


stanco della violenza


dell’uomo sulla natura


che sta morendo sottovoce


nell’angolo più nascosto


dove trapassano i barboni.


 


Io figlio suo e d’una siringa


mi sento colpevole


per l’inganno


di questa umanità


senz’anima.


Un fiore sta piangendo


e sbianca il suo colore


nel vento.


.


Vivo con i nervi


stretti nei pugni


in un’inesausta preghiera


di pietà e misericordia


traboccante di disperazione.


Solo una fragile speranza,


un’illuminazione ardente


con la potenza del fulmine


che possa sciogliere


la plastica e l’ago


della siringa colpevole


del delitto


verso di me


e verso la storia.


 


Mi avevano parlato


di una siringa


che iniettava l’arcobaleno


e che l’arcobaleno


sarebbe esploso


in milioni di fuochi


in un concerto sulla collina


dove il rock impazziva


stregando la luna più erotica.


Ed ora per quanti anni


mi prenderò a schiaffi


aspettando che il cielo


o mia madre mi regalino


Un’altra chance?


Pensavo  m’avessero donato


una catena con i pesi,


invece era un portafortuna.


Avevo la vita tra le mani


e l’ho gettata nella pattumiera


 

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venerdì, 13 giugno 2008

Piccola storia


 


Un giorno incontrai il sole, mentre stavo piangendo.


Lui vide le mie lacrime , le asciugò, poi mi chiese:


“Perché piangi?”


“Per amore”


“Lo ami dunque così tanto?”


“Sì!”


“E lui ti ama?”


“Sì!”


“Allora perché sei triste?”


“Perché non è tutto per me!”


“Quindi  lui mi suggerì:”Perché non lo lasci?”


Lo fissai intensamente e gli risposi:


“Tu lo lasceresti il cielo?”

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domenica, 08 giugno 2008

Questa notte


ho raccolto


le stelle


per donare


il cielo


alla luna.


E la luna


ha raccolto


i miei sogni


per donarli


al tempo


del disincanto

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sabato, 07 giugno 2008

Non sono trascorsa


e non esisto:


mi sento sospesa


in cerca


di un’inafferrabile


potenzialità


d’essere.


Ma voglio essere?


Non lo so:


sono risorta troppe volte!

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mercoledì, 04 giugno 2008

L’INVIDIA


 


E l’infingarda


strisciando,


intercetta


sentimenti puliti


inoltrandosi


nel fascino


di una genetica


che rigetta il bene.


Estensione mentale


contaminata da un virus


che uccide gli occhi


per moltiplicarsi


al di là di ogni ricerca.


Non offre bevande


alle menti disidratate.


Non concede tregue


all’albero della vita


e falsifica con ricatti


le radici dei fiori,


pilota le verità


e annega l’amore


piena d’orgoglio,


mordendo la coda


della coscienza che


declassa l’anima.


Con ragioni pettegole


ruba  contenuti alla vita.


Candida estorsioni


e pretende prestiti


affettivi senza interessi.


Non comprende che


l’amore non firma


cambiali


 


(Avrei potuto intitolare questa poesia:”Ignoranza, perché solo chi ignora il senso della vita , può nutrire il sentimento dell’invidia)


 


 


 


 Avevo già pubblicato questa poesia, ma lo rifaccio, perchè ora più che mai provo disgusto per le persone che sono affette da questo virus


 


 

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martedì, 03 giugno 2008


A scuola una settimana fa; foto scattatami da un mio scolaro durante la ricreazione. la luce del sole era talmente intensa che i miei occhi sembrano azzurri; in realtà sono color verde scuro.

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domenica, 01 giugno 2008

Questa notte


ho raccolto


 le stelle


per donare


il cielo


alla luna.


E la luna


 ha raccolto


 i miei sogni


per donarli


alla vita


che scivola


inerme


sul mio cuore

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