sabato, 31 maggio 2008

Amo


il fiore delle rocce


che respira


combattendo


ogni giorno


le pietre asfissianti.


 


Amo


la rondine intrepida


che non migra


estraendo


il riso del  sole


da pozzi di ghiaccio.


 


Amo


l’ impudica lacrima


che ama


esalando


le secrezioni pure


dell’anima squarciata


 


Amo


il vento contrario


che solleva


ansimando


i pavidi aquiloni


nel volo più ardito

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 13:00 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni folli di grazy

domenica, 25 maggio 2008

OMAGGIO A JACQUES PREVERT


 


 


Jacques Prévert - Il prato verde

di Anna Intartaglia


È sempre difficile scegliere le parole per presentare un Autore, ma questa volta lo è di più


Perché Prevert e tutto e più di tutto. Perché Prévert è "Barbara" ed è le "Foglie morte"; è guerra e pace, odio e amore. I ragazzi che si baciano in piedi contro le porte della notte sono Prévert, e sono Prevert anche i bambini che giocano a scuola con l'uccello lira.Jacques Prévert nacque a Neuilly-sur-Seine nel 1900 e morì a Parigi nel 1977. In Rue du Chateaux, a Montparnasse, dove viveva col fratello Pierre, regista, e l'amico Tanguy, pittore dadaista, le porte erano aperte a tutto: dal jazz alle più disparate forme culturali; fu così che conobbe Andrè Breton e Raymond Queyneau ed entrò a far parte del gruppo dei surrealisti, discostandosene poi nel 1928, quando entrò a far parte della compagnia teatrale di sinistra.

Prévert = prato verde.

Da ragazzina, quando cominciai a muovere i primi passi nell'universo della poesia, m'innamorai di Prévert. Come non amare i versi appassionati e disperati di "Questo amore"? Li imparai a memoria e li trascrissi sul mio diario, declamandoli con l'ardore che solo un'adolescente può nutrire nei confronti della poesia. Di più non sapevo. È stato solo molto tempo dopo che ho scoperto che Prévert non era solo "quello dei tre fiammiferi accesi nella notte". Ho dovuto scoprire gli chansonniers, il cinema ed i grandi capolavori francesi, per conoscerlo di più; ho dovuto avvicinarmi ad altre forme poetiche per comprendere meglio il surrealismo dei suoi versi. Ed ora posso dire anch'io, ricordando gli anni della scuola, di aver conosciuto l'uccello lira, di averlo pregato di fermarsi a giocare con me, mentre gli occhi vagavano, fantasticando, oltre i vetri polverosi di una finestra all'ultimo piano di un edificio malandato. E posso dire ancora di non aver saputo evitare lo sguardo ed il sorriso di quell'uomo che con un cenno mi ha invitato a sedere sulla panchina accanto a lui. E nulla, dopo, è più stato lo stesso.



 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:41 | Permalink | commenti (12)
categoria:biografia poeti e scrittori

domenica, 25 maggio 2008
Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:36 | Permalink | commenti
categoria:

domenica, 25 maggio 2008

PARIS AT NIGHT





Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.
Il primo per vederti il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.


Jacques Prevert

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:09 | Permalink | commenti (2)
categoria:

domenica, 18 maggio 2008


Elettra la mia fragolina di bosco; ha 16 anni e come la maggior parte delle adolescenti non si rende conto che il mondo è nelle sue mani, non capisce che quando sarà adulta ricorderà i giorni da studentessa come gli anni migliori.


E molto sensibile e questa sua sensibilità in cui mi riconosco , la porta spesso a porsi tante domande sul senso della vita, del dolore, della morte...


E' un tesoro, ma vorrei vederla più allegra e spensierata e... un po' meno riflessiva.


Lo so che la riflessione e la profondità d'animo sono doti importanti , ma spesso ti rendono la vita più "complicata", più difficile da comprendere.


Sìì felice sempre tesoro mio, ti adoro, la tua mamma

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 15:37 | Permalink | commenti (26)
categoria:

domenica, 18 maggio 2008

RINASCITA


 


La primavera bussava al mio cuore d’inverno


reso sordo da nere  sanguignee grida innocenti:


avvertivo tocchi leggeri di foglie verdi fidenti,


ma replicavo con semi di grandine annientatrice:


l’inesorabile falce decapitava spemi di germogli .


Meditai:


“L’inverno è il tempo del mio viaggio.”


La mente  bendava la vista e otturava gli orecchi


e camminavo cieca, sorda, claudicante tra freddi


sepolcri di aborti di emozioni e sogni di cristallo.


 


Tra il marmo grigio un uccellino perse una piuma,


che danzò , oscillò e si posò sulla caparbia benda:


istantanea visione: il cemento grondante gemeva


partorendo con festoso spasimo tra le crepe sudate;


ma le frecce di luce, ferivano i miei occhi  assenti.


Meditai:


“Se non  osservo il cielo, non vedrò più le stelle”


Torrenti di lacrime ardenti, sanarono lo sguardo


e finalmente odorai profumate gocciole colorate


e riscoprii l’azzurro scintillante di un cielo amico.


 


Tra pizzi gialli, macchie rosa , ricami d’azzurro,


mi lasciai andare ad un’infantile prima capriola,


poi ad un’altra e un’altra ancora fino a trovarmi


sdraiata su un morbido verde vivo pagliericcio,


come appena destata da un lungo gelido sonno.


Meditai:


“ Com’è bella la natura, com’è pago il mio cuore!”


Cascate di fiori, nuvole di foglie, arazzi di sole


ammirai incredula e stupita come una bambina,


mentre Zefiro impunito sconvolgeva i miei capelli.


 


Accarezzai il creato e rinacqui.


 


 


 


 


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 15:05 | Permalink | commenti (11)
categoria:natura, musica, anima, brividi e sensazioni di grazy

venerdì, 16 maggio 2008

Da: ashurado La mia homepage: http://yggdrasil.splinder.com Il mio profilo Contattami Blocca questo utente

Oggetto: poetria

Data: 16 Maggio, 2008 - 17:15




ho attraversato

il tempo

oltre la

pioggia

la sabbia ed

il resto

continuando

a cercare

bambole di

sale di pezza

di lacrime

amare ho

superato i

confini stretti

dal sangue

ingoiando

spine distruggendo

maschere

riversando i

miei orizzonti in

mani vuote

sguardi tumefatti

ma non

trovavo te

ora che la

clessidra di

nebbia cancella

le ombre i

miei sorrisi

sbocciano per

la tua voce

adesso che ho

capito l'inutilità

del mio

soffrire ho scelto

te come mia

foce non

per ingannarti

per illuderti o

lusingarti ma

per farti sbocciare

così come

sbocciano le

rose d'aurora

nei miei

occhi mio

dolcissimo

amore mio

battito lieve

anima profonda

che libera la

malia dalle

mie vene

t'amo e non

me ne vergogno

per te vivrei

in eterno

per scacciare

gli incubi

da ogni tuo

sogno

 




 











Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 16:36 | Permalink | commenti (12)
categoria:

mercoledì, 14 maggio 2008
sulle nostre gote la stessa lacrima,
divisa,
perchè non arrivi al labbro,
per non sentire che sa di sale.
Lo stesso fremito,
diviso,
perchè non scoppi il cuore,
per non sentire il fiele.
la stessa gioia,
divisa,
perchè ci dia la speranza
di assaggiare un pò di miele.
Bisbigliato da: giannile alle ore 14:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:

lunedì, 12 maggio 2008
A te che sei l’unica al mondo

L’unica ragione per arrivare fino in fondo

Ad ogni mio respiro

Quando ti guardo

Dopo un giorno pieno di parole

Senza che tu mi dica niente

Tutto si fa chiaro

A te che mi hai trovato

All’ angolo coi pugni chiusi

Con le mie spalle contro il muro

Pronto a difendermi

Con gli occhi bassi

Stavo in fila

Con i disillusi

Tu mi hai raccolto come un gatto

E mi hai portato con te

A te io canto una canzone

Perché non ho altro

Niente di meglio da offrirti

Di tutto quello che ho

Prendi il mio tempo

E la magia

Che con un solo salto

Ci fa volare dentro all’aria

Come bollicine

A te che sei

Semplicemente sei

Sostanza dei giorni miei

Sostanza dei giorni miei

A te che sei il mio grande amore

Ed il mio amore grande

A te che hai preso la mia vita

E ne hai fatto molto di più

A te che hai dato senso al tempo

Senza misurarlo

A te che sei il mio amore grande

Ed il mio grande amore

A te che io

Ti ho visto piangere nella mia mano

Fragile che potevo ucciderti

Stringendoti un po’

E poi ti ho visto

Con la forza di un aeroplano

Prendere in mano la tua vita

E trascinarla in salvo

A te che mi hai insegnato i sogni

E l’arte dell’avventura

A te che credi nel coraggio

E anche nella paura

A te che sei la miglior cosa

Che mi sia successa

A te che cambi tutti i giorni

E resti sempre la stessa

A te che sei

Semplicemente sei

Sostanza dei giorni miei

Sostanza dei sogni miei

A te che sei

Essenzialmente sei

Sostanza dei sogni miei

Sostanza dei giorni miei

A te che non ti piaci mai

E sei una meraviglia

Le forze della natura si concentrano in te

Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano

Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano

A te che sei l’unica amica

Che io posso avere

L’unico amore che vorrei

Se io non ti avessi con me

a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,

a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,

a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,

a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,

a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,

a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...

e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...



(Grazie a Gianluca, Teresa per questo testo e a Stefy, Fabry, Silvia per le correzioni)




Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 17:15 | Permalink | commenti (10)
categoria:

domenica, 11 maggio 2008
Bisbigliato da: follemondo alle ore 23:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:

domenica, 11 maggio 2008
Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:18 | Permalink | commenti (4)
categoria:

mercoledì, 07 maggio 2008



ALENA




 Alena cammina , cammina,




ti vede, ti passa vicina




cammina,  sulla rena rovente




spine di conchiglie spente




forano i piedi e la mente;




non parlarle, non ti sente




ha stalattiti sul cuore.




 Alena cammina, cammina




dei fluidi del mare regina




un’onda disseta il vestito:




come un fiore appassito




alza lo stelo illuminato




ma è subito calpestato




ha grani di sale sul cuore.




Alena cammina, cammina




riflette l’acqua la sua regina;




è bella, tanti gliel’hanno detto




pochi nel suo animo hanno letto.




Il corpo è solo un contenitore




che rigurgita conati d’amore




ha petali assetati nel cuore.


 Alena sirena del mare




o farfalla nella notte?




Le onde s’inchinano




le stelle la chiamano.




E’ sola, tanto sola




non sa dove andare!




Volare o sprofondare?




Alena ama le taglie xxl




la terra le va stretta.




                                                            tanto amore disoccupato nel suo cuore




Allora cammina, cammina




verso il blu più profondo




e, soffocando, saluta il mondo.




Ora cullano le onde giallo grano




un amore sacro eppur profano.






(Ripubblicata a richiesta di un amico)

 




 








 



Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 14:52 | Permalink | commenti (27)
categoria:donna, ballate

martedì, 06 maggio 2008

Con un invisibile laccio


catturerai per me  ogni stella del cielo,


e addobberai la mia casa..


Alla rugiada del mattino


sottrarrai ogni umido fiore e ne farai una strada


fino al mio castello.


A piedi nudi


sfuggirò alle sentinelle dalle spade incrociate


inciampando nella lunga veste.


Tu mi rialzerai ed io


ti porgerò le labbra,,sul tuo destriero mi poserai


conducendomi per boschi e valli.


Rapiremo l'aria


E  s’un letto di trifoglio  ci ameremo


tra impudiche foglie.


Scriverai su una nuvola


un madrigale ardente a passeggio per i cieli


pianisti del mondo


Le altre nuvole


s'incroceranno danzando  il nostro intreccio


d’amore.


E grigi acquitrini


rispecchieranno nelle grigie acque piovane


uno strappo d’azzurro


 


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 18:02 | Permalink | commenti (7)
categoria: