Guardami:
incatena i tuoi occhi
alla vela delle mie iridi,
abbandonati alle onde
del nostro pensiero
innanzi a questo mare
dove i secoli tacciono,
ormai troppo lontani.
Subito l’anima pensa
all’eterno ed al breve dì.
Arde ora la nostra leggenda,
un sogno conteso dal sole:
qui l’anima è polvere d’oro
in un ninfale di stelle di vento,
aroma di frutti proibiti nascosti
in conchiglie dipinte di bianco.
Si è smarrita la sera nel cuore
di un allungato vestito di luna.
La notte s’inoltra tra le pieghe
e nereggia la volta del cielo
Si sono essiccati i concerti
dei pochi caparbi gabbiani ;
ripetitive canzoni di vetro
velate da scogli gonfi di freddo
Si possiedono solo una volta
tutti i colori dell’immenso…
se non li respiri…
occhi inquietanti emergeranno
da un nero di solitudine