lunedì, 31 marzo 2008
in fluide forme
innumerevoli Ki
sfumano volti.

terzo occhio aperto
dentro l'Ocampo arcano.
*
Bisbigliato da: giannile alle ore 18:13 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 29 marzo 2008

Specchio


Ed ecco sul tronco

si rompono le gemme:

un verde più nuovo dell'erba

che il cuore riposa:

il tronco pareva già morto,

piegato sul fosso.

E tutto sa di miracolo;

e sono quell'acqua di nube

che oggi rispecchia nei fossi

più azzurro il suo pezzo di cielo,

quel verde che spacca la scorza

che pure stanotte non c'era.

(S.Quasimodo)


Posto questa notissima poesia di salvatore Quasimodo, perchè  è la più la bella fra le belle sulla primavera: la più bella, immediata, scritta con un linguaggio semplice e diretto che ti lascia senza respiro; esprime lo stupore, la meraviglia,  di una persona vera, viva che scopre con gli occhi, con la mente e col cuore l'incanto straordinario e mutevole della natura nelle varie stagioni. La primavera è rinascita, è vita nuova per il cuore; quando  ormai tutto sembra perduto, all'improvviso, la persona amata riappare davanti a te, come per miracolo, in un sogno che potrebbe trasformarsi in realtà.


Colgo lì'occasione per augurare a voi tutti un o splendido fine settimana e, con la promessa di passarea trovarvi nelle vostre case virtuali, appena avrò un po' di tempo.


Ciao a tutti

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 13:52 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 24 marzo 2008

Tu non parli, mi cerchi con gli occhi.


Io non parlo, ti scopro con l’anima.


 


Quanta magìa


nell’infinita dolcezza


di questo vagheggiato, tacito incontro!


 Grano di rena,


 ingerito dall’onda


fluttuo nelle correnti calde del tuo mare.


Galleggio avvinta


 al tuo corpo ciarliero,


nel mio ventre perle di rugiada salata.


No, non parlare


 amore mio, abbandonati:


il fiato possente dell’ardore ci sorregge.


Dammi un bacio,


 cento e un altro ancora:


il tuo bacio conosce l’alfabeto dell’amore.


Scrive sulle  labbra


con inchiostro di stelle


frasi che nessuno potrà mai sussurrare


In silenzio,


divoro le umide parole


Baciami ,parlami così  per sempre


 


Baciami amore mio.


 


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 22:28 | Permalink | commenti (11)
categoria:amore, brividi e sensazioni di grazy

lunedì, 24 marzo 2008
Non si può crocefiggere un cuore di madre,
Dolore che grida vendetta al cielo.
Giovani lanciati da un aereo,
lager volante,
sangue nella terra.
Plaza  de Mayo,
domande sperse nel vento,
sparsi nel nulla i frutti di giovani ventri.
Lloran las abuelas,
 ¿donde estàn los niños de los hijos?
per non dimenticare,
mai.


desasparesidos en Argentina
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sabato, 22 marzo 2008

Bisbigliato da: Korus alle ore 18:07 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 20 marzo 2008

A mio padre


 


Dov’eri babbo


quando l’urlo freddo della notte


estingueva lo sforzo della stretta


di corpi muti desiderosi di calore ?


 


Tua figlia e tuo figlio abbracciati


per sottrarsi al gelo di cartone


del vecchio materasso senza rete.


 


Dov’eri babbo


quando la solitaria giovane sposa


singhiozzava muta per non destarci


con  chiodi di pupille sulla sveglia ?


 


Moglie e madre ad interrogar le ore


col  cuore cieco che non vuol udire


la prosa funerea e nauseabonda.


 


Dov’eri babbo


quando la tua bambina bionda piangeva


e non trovava sonno nell’indigesta attesa


d’una carezza profumata  che mai giungeva?


 


La notte si prostituiva svelando la calamita


seducente d’ una perenne orgasmica partita


e tu nessuna sbagliata carta lasciavi in giocata.


 


Dove sei babbo


quando la solitudine d’un tronco imbiancato


scorre angosciose immagini d’un tempo andato


di mani paffutelle, di ore di vita scialacquata?


 


La fiamma del perdono scioglieva la montagna


in fertile terreno ove spargere fruttifere sementi


che osservano le rughe del tuo volto accanto a me


 


 


Ti voglio bene, babbo


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 01:12 | Permalink | commenti (33)
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mercoledì, 19 marzo 2008

Oggi «galeotto» è usato comunemente nell'italiano (anche come aggettivo) col significato di «intermediario amoroso»; la frase «galeotto fu il libro» (o «galeotto fu ...», con G indifferentemente maiuscola o minuscola) viene adoperata per segnalare un oggetto o un avvenimento che ha reso possibile una relazione amorosa.


Curiosità





  • Alla celebre espressione dantesca si rifà una canzone di Renato Zero intitolata Galeotto fu il canotto e una parte della canzone Come fa bene l'amore di Gianni Morandi: "Specchietto galeotto, serve solo per spiarti; occhi chiusi, abbandonata al dolce vento d'estate".


 






Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 19:38 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 19 marzo 2008

In questi versi, Francesca racconta il momento più intenso e drammatico della sua vicenda: nelle pagine del romanzo che narra l’amore di Ginevra (sposa di Re Artù) e di Lancillotto, Paolo e Francesca leggono i loro propri sentimenti; spesso i loro occhi si incrociano e l’emozione fa impallidire i loro volti (e scolorocci il viso); tuttavia non trovano il coraggio di rivelare il loro amore fino al momento del bacio fra Lancillotto e Ginevra. Allora Paolo, tremante, bacia Francesca, segnando così il loro destino di passione e di morte. Galeotto (Galehaut), infatti, era il siniscalco della regina che nel ciclo bretone faceva da vero e proprio mezzano tra Ginevra e quest'ultimo.


Il suo ruolo comunque non si limitava a questo, essendo egli il testimone all'amore tra i due. Secondo le regole dell'amor cortese il bacio della dama era infatti una vera e propria investitura, che accoglieva il cavaliere al servizio della donna, per cui aveva bisogno di essere formalizzata con la presenza necessaria di testimoni, come gli altri rituali di stampo feudale.


L'affermazione di Francesca è una chiara condanna della letteratura cavalleresca che, secondo Dante, accende le fantasie e può portare alla perdizione. In un certo senso essa ammonisce anche il poeta stesso (e chi lo scrisse) che in gioventù aveva aderito alla poesia amorosa con il dolce stil nov


 Il bacio adultero dei due personaggi stimola i lettori a imitarlo. Per questo Francesca afferma che «il libro» (il romanzo cavalleresco) è stato il «Galeotto» tra lei e Paolo


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 19:33 | Permalink | commenti
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mercoledì, 19 marzo 2008

PAOLO E FRANCESCA


 


Noi leggiavamo un giorno per diletto


di Lanciallotto, come amor lo strinse:


soli eravamo e sanza alcun sospetto.


Per più fïate li occhi ci sospinse


quella lettura, e scolorocci il viso;


ma solo un punto fu quel che ci vinse.


Quando leggemmo il disiato riso


esser baciato da cotanto amante,


questi, che mai da me non fia diviso,


la bocca mi baciò tutto tremante.


Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:


quel giorno più non vi leggemmo avante.


(Inferno, canto V, vv.127-138)


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 19:26 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 14 marzo 2008

ALENA


 


Alena cammina , cammina,


ti vede, ti passa vicina


cammina,  sulla rena rovente


spine di conchiglie spente


forano i piedi e la mente;


non parlarle, non ti sente


ha stalattiti sul cuore.




 Alena cammina, cammina


dei fluidi del mare regina


un’onda disseta il vestito:


come un fiore appassito


alza lo stelo illuminato


ma è subito calpestato


ha grani di sale sul cuore.


 


Alena cammina, cammina


riflette l’acqua la sua regina;


è bella, tanti gliel’hanno detto


pochi nel suo animo hanno letto.


Il corpo è solo un contenitore


che rigurgita conati d’amore


ha petali assetati nel cuore.




 Alena sirena del mare


o farfalla nella notte?


Le onde s’inchinano


le stelle la chiamano.


E’ sola, tanto sola


non sa dove andare!


Volare o sprofondare?


Alena ama le taglie xxl


la terra le va stretta.


                                                            tanto amore disoccupato nel suo cuore


 


Allora cammina, cammina


verso il blu più profondo


e, soffocando, saluta il mondo.


Ora cullano le onde giallo grano


un amore sacro eppur profano.




 


 




 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:05 | Permalink | commenti (17)
categoria:testi di canzoni, ballate, riflessioni folli di grazy

domenica, 09 marzo 2008

                                                                   La notte incide


 


solitudine profonde


 


mentre le ore vanno


 


Oppresse da ricordi


 


E nuove fiamme di desiderio


 


sorgono e s'alternano


 


a passi di danza.


 


Chi mai sentirà


 


la follia che mi sfiora


 


E invade l’anima di luce?


 


Pure qualcuno come me


 


darà voce al silenzio


 


ed un nome al suo sogno.


 


Vicine e lontane


 


come l’onda e la spiaggia


 


le ebbrezze si sfiorano


 


le mani si tendono


 


Le bocche si cercano.


 


Compiutamente l’anima s’apre alla sua verità


 


senza segreti.


 


Perché col giorno


 


saremo murati alla vita


 


E caldi ciuffi di desiderio


 


premeranno invano


 


tra le crepe del cuore







 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 12:45 | Permalink | commenti (18)
categoria:amore, anima, donna

sabato, 08 marzo 2008

                                                                      La donna






Lacrima dolce




su rocce appuntite




grido tacito




primavera di vita




in granelli di sabbia






Ventre con semi




verdissimi embrioni




parto di fior.




Donna che dai la vita




sirena ch’offri calor.




Petto trafitto




principessa di cuori




graffi e dolor.




Tutto l’anno danzerai




e giammai t’arrenderai






Gialle mimose




in diademi ruffiani




adulano te




donna che non sei




solo d’otto regina










 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:donna, riflessioni folli di grazy

sabato, 08 marzo 2008

Dono d'amore
fra calorose braccia
Femminilità

Universo infinito
in bouquet di mimose

-Maya-

Bisbigliato da: GiardiniDiMaya alle ore 13:52 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 08 marzo 2008

Oggi è una splendida giornata di sole (almeno qui da me)! Sto ascoltando musica perchè ero curioso delle canzoni cha hanno vinto l'ultima edizione di Sanremo (non l'ho visto). Non mi hanno entusiasmato più di tanto, perciò ripropongo una canzone "sanremese" di venti anni fa che arrivò solo settima...

P.S. auguri a tutte le donne che oggi ricevono gli auguri (chiedo sempre se posso farli in questo giorno perchè diverse amiche mie non li accettano!)

 

 

Bisbigliato da: follemondo alle ore 13:21 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 08 marzo 2008
ogni otto marzo

alla donna luce in più ,

gialle mimose,

di fiori colorati

il mondo feminino.

Bisbigliato da: giannile alle ore 11:41 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 08 marzo 2008

specchio di rose

su corpi assetati

di desiderio.

Risuonano i baci

come spuma di onde.

Bisbigliato da: elassea alle ore 07:41 | Permalink | commenti
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giovedì, 06 marzo 2008

Come  fantasma azzurro


irromperò nel ghiaccio nero


su cui posa l’inquieto sonno


nella notte che non è stata sera


né crepuscolo, alba, né aurora.


 


Dammi la mano e vieni con me


a raccogliere i sogni dispersi;


li offriremo al seducente zèfiro


canterino; come note li spanderà


sui primaticci verdi germogli.


 


Dammi la mano e vieni con me


a spiegare un tappeto di perle


s’una tangibilità da cancellare;


una complice condensa di nubi


celerà il nostro intreccio disteso.


 


Nel mio mare lasciati galleggiare:


sarò onda sensuale che ti cullerà


come carezza limpida sulla pelle ,


sarò bianco uragano che ci sfibrerà


ci frantumerà in pezzi di mosaico.


 


Dobbiamo ricomporci: fa’ presto.


Ulisse deve rimpatriare ad Itaca.


E Circe partorirà in solitudine…


Anche il furore di Poseidone


svanisce tuffandosi negli abissi.


 


 


 


 


 


 


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 17:51 | Permalink | commenti (12)
categoria:passione, brividi e sensazioni di grazy, non si uccide lamore

domenica, 02 marzo 2008

Spuma di canti

pennelli abbracciati

balla il fuoco.

Seta innamorata

come nube nel sole.

Bisbigliato da: elassea alle ore 07:35 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 01 marzo 2008
cinquantalire nel jukebox,
una sigaretta fumata in due,
le nostre dita che si sfiorano
vicino al bicchiere della coca cola.
Cantano due cuori adolescenti,
assieme alla pioggia che va.

Bisbigliato da: giannile alle ore 20:46 | Permalink | commenti (3)
categoria:brivididi carla

sabato, 01 marzo 2008

Crepuscolo


 


E’ l’alba della sera.


Ascolto:


l’aria rarefatta


cede il suo spazio


a sinfonie di ricordi.


Percepisco:


oltre le pagine del dì


l’estremo battito di luce


tradisce le deste pupille.


Sento:


come un canto libero


la trasparenza  del sole


inonda avviliti neuroni


Penso:


quanto è distante la notte;


mai sarà un fuoco spento


il mio entroterra sibillino