mercoledì, 27 febbraio 2008

Denudando l’anima:lettera d’amore per te


Una virgola di luna aiuta un lume di candela a rischiarare il tavolino apparecchiato intimamente  per due: cena a base di pesce. Sento il cuore salirmi fino alla gola: tranquilla, devo stare tranquilla, che sarà mai? Non sono abituata ad uscire con qualcuno che non sia tu, ma ce la farò, certo, devo farcela! Ragazza ti stai rammollendo, dove hai lasciato la corazza,  lo scudo , l’elmetto? Mi tocco : tutto a posto, sono ben armata!” Lui è carino, gentile, colto ed innamorato…Illudiamolo di essere importante: “ Fai tu, scegli tu anche per me, sì, anche il vino… Vino bianco, che ben si sposa con il pesce “.Ed è proprio in questo preciso istante, quando il cameriere versa il liquido succulento nei calici , che inizio a smarrirmi…


Un volto straniero è davanti a me, una voce aliena mi sussurra: “Un brindisi?”   “Come dici? No , io non amo brindare! Mi sembra un gesto obsoleto!” Prima bugia:


 la verità è che penso ai nostri innumerevoli brindisi; un brindisi acquisisce valore solo con te; io brindo con te , per sentire la tua voce che mi manifesta il tuo amore, che celebra la nostra comunione spirituale e carnale.


La trattoria è raffinata, l’atmosfera intima e nel verde delle piante che circonda i rari tavoli, respiro il tuo odore, m’inebrio di te e a questo punto sono spacciata!


Un ronzio s’impossessa delle mie orecchie, come se un milione di api volessero darmi dei suggerimenti: non sento più. “ Come hai detto? Scusa , non ho capito! L’astice? Sì è squisito! Ottima scelta!”


Vedo il suo sguardo accendersi compiaciuto e penso: “ Ti prego non farti illusioni, potresti farti male scontrandoti con la realtà, non te lo meriti”


Si alza, in piedi di fianco di me, e con le tenaglie mi viene in soccorso a spezzare il crostaceo  nel mio piatto; il suo braccio sfiora la mia pelle nuda: non provo niente, anzi un leggero fastidio: mi scanso bruscamente, troppo bruscamente… “ Scusami , non volevo” Gli sorrido e lo tranquillizzo, ma non gli confesso che sono allergica a tutte le epidermidi che non sono la tua!


“Sei bellissima! Sono mesi e mesi che attendo questo istante ed ora che sei qui, sola con me, …” Mi alzo “Devo andare in bagno, scusami…” Seconda bugia:


 finalmente sola! Ma che ci faccio qui? Ragazza lo sai che ci fai lì; hai accettato di uscire con un altro uomo, per non pensare più a lui, per raccontargli di te, della tua vita, di ciò che senti, di ciò che provi…E poi chissà, forse, un giorno , col tempo… Guardo l’orologio : sono in bagno da cinque minuti e non ho alcuna intenzione di ritornare a sedermi là. Ma quale giorno? Quale tempo? Non mi va neppure di parlargli di me. Io amo comunicare, spogliarmi la vita solo con te… Potrei uscire, lasciarlo là seduto… no, non è uno stupido,è solo innamorato non ricambiato; dai, non sei più una bambina, devi andare avanti; the show must go on… E’ proprio il caso di dirlo!


Mi sembra di declamare la scena di un film; potrebbe essere divertente: non ho mai recitato: un’esperienza nuova.


Mi avvio verso il tavolo bandito: il suo sguardo mi scorta e non abbandona un istante il mio incedere sicuro, come dici tu, da regina.


 Speriamo che non lo sostenga anche lui, perché sarebbe la fine; questo non riuscirei proprio a tollerarlo: lui non può affermare cose che asserisci tu.


“Sai, cammini come una modella ( meno male , non ha detto regina) e sei una donna splendida” Un “grazie” poco convinto scaturisce dalle mie labbra serrate. Mi siedo: lui mi fissa negli occhi: “Hai occhi verdi profondi come il mare, ma la cosa che più abbaglia è la luce che emanano…” Penso: “Ma quale luce, quello che tu scorgi è solo un lumino, solo lui sa far brillare il mio sguardo…)


Gli rispondo, perché rispondere è cortesia: “ Sei un adulatore, come puoi dichiarare ciò se mi ha assalito un atroce mal di testa…” Terza  bugia


Oh, mi dispiace che tu non stia molto bene, ecco perché sei meno ciarliera del solito…”


 Tra me e me bisbiglio: Sì, bravo, hai capito proprio tutto; il fatto è che quando si è in compagnia con gli altri si sparano cavolate, si ride, si scherza, ma sola con te ho dimenticato l’intero dizionario della lingua italiana.


Altro giro, altra corsa, altro pesce: eccellente, ma io sto perdendo l’appetito, una morsa mi sta attanagliando lo stomaco. Il pensiero di te mi fa male. Perché non sei qui con me? E perché io sono qui con lui?


E’ vero, la nostra ultima tragica lite!” Mi dedichi sempre meno tempo” ti ho rinfacciato “ed io ho bisogno di una persona che mi stia vicina, con cui confidarmi; tu devi accettare che io esca con un bravo ragazzo che mi ami e che mi capisca, naturalmente non ho alcuna intenzione di far l’amore con lui, né di baciarlo, perché lo sai   come sono: se amo, sono monogama e visto che amo te, l’amore lo faccio solo con te.” Tu , vista la tua posizione, hai dovuto accettare questa condicio sine qua non…


 Sai, sei l’uomo migliore che io abbia mai conosciuto, anzi sei l’uomo per antonomasia; purtroppo sono inciampata nel tuo sguardo quando ormai il destino aveva giocato le tue carte : impegnato per la vita. .Ma quando ho visto il tuo volto, il tuo sorriso, ho provato quella gradevole e inspiegabile sensazione che si prova quando senza volerlo, ti svegli da un sogno, per ritrovarti in una fiaba, cullato da una fragile e dolce sensazione, che ti incatena al desiderio di guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti, guardarti Ti devo confessare che tu saresti stato l’unico essere umano  farmi rivedere  la mia posizione nei confronti della convivenza: sono certa che con te non sarebbe mai  stata routine, ma ogni giorno avrebbe portato un pizzico di follia e di gioia in più alla nostra vita; sì , hai capito bene: sarei venuta a vivere con te, rinunciando alla mia libertà. La mia libertà sei tu ! Quando ci incontreremo in un’altra dimensione,e voglio credere che ci sia, saremo una famiglia tu ed io!


“Toc, toc , c’è nessuno?” La sua voce mi riconduce bruscamente alla realtà. “ Oh, sì che ci sono!” Avrei dovuto aggiungere sì, ma solo fisicamente.


Cerco di sorridergli ed esclamo:” Una cena veramente deliziosa! Manca solamente il dolce!” Ordiniamo i dessert, parliamo del più e del meno, di concetti futili, non gli rivelo niente delle mie emozioni, delle mie lotte, delle mie paure, delle mie allegrie.


Finalmente mi riaccompagna a casa ed io lo ringrazio: “Bella serata! “ Quarta bugia.


 Ancora una volta ho compreso ciò che ho interiorizzato da tre anni: voglio solo te e non posso fare a meno del tuo amore; meglio avere pochi scampoli colorati e pregiati del tuo tempo, piuttosto di un ampio tessuto grigio monocromo degli anni di un altro.


Certamente il fato sapeva il fatto suo quando ci ha sospinti l’uno incontro all’altra: grande confusione sull’Olimpo:


Cupido che lancia il suo dardo e non sbaglia mira: la sua freccia di cuori ci trapassa entrambi; Giove che approva la scelta del dio dell’amore e scaglia la sua abbagliante approvazione nelle luci di una sala da ballo.Mercurio  che cosparge di note musicali tutti i messaggi in suo possesso. Minerva , la saggia, che direziona le luci del locale sui nostri occhi che si riflettono ripetutamente e perdutamente, mentre tutto il resto è oscurato: esistiamo solo noi


 


Un’aura magica ci ha sempre avvolti, qualcosa che trascende l’immanente ci ha legati per la vita.


Io piccola papera che si rifugia nella grandezza di te; tu orso austero che si scioglie a poco a poco…  Io eterna caparbia adolescente che ama giocare, tu uomo maturo, deciso  tenere ben saldi i piedi a terra.


Ma io non demordo: voglio liberarti dal peso degli anni che soffocano la tua indole di ragazzino; alla fine vinco io. Liberati dalla zavorra della forza gravitazionale , ogni volta voliamo sempre più in alto fino ad amarci su un letto di stelle  . Chi l’avrebbe mai detto? Noi che ci desideriamo e ci  prendiamo nascosti dietro i cespugli nella notte,come ragazzini che attendono il buio per eclissarsi … Tu che arresti improvvisamente il motore, perché mi vuoi subito, adesso.. Non puoi aspettare.Oppure io,focosa come una cascata in piena, che ti indico una stradina laterale alberata, perché non c’è tempo per giungere alla meta; ti prendo per mano, sei un po’ restio, poi mi assecondi e i nostri corpi si fondono; così io mi nutro con il tuo sapore e mi disseto con il tuo odore.


Ci pensi? Ci pensi alla nostra stanza?Gli occhi delle pareti mai avevano visto tanta passione, gli orecchi mai avevano udito siffatti sospiri… E tu che mi copri le labbra, per evitare che i miei gridolini di piacere possano giungere ad esseri alieni. Poi esausti restiamo abbracciati e parliamo, parliamo, parliamo tanto: di tutto, di niente, di noi e così anche le nostre menti si fondono.


Tu sostieni che non sai scrivere frasi d’amore; non ti credo, adorabile bugiardo, ma ti perdono, perché sei insuperabile anche nell’esprimere i tuoi sentimenti, nell’adularmi, così come nel farmi sentire meravigliosamente donna.


E la tua voce? Calda, inconfondibile; come mi piace udirti parlare, come mi incanti quando canti; le note delle tue canzoni vibrano sulla mia pelle e rapiscono i neuroni: sono in balia di te.


Lo vuoi capire che ti amo? Non ho mai amato nessuno come amo te e nessuno mi ha mai donato la gioia che sai regalarmi tu.


 Sei unico anche come amante: sai dare vita in me a trepidazioni prima estremamente eccitanti , poi totalmente appaganti. La tua bocca, i tuoi baci sono nettare degli dei, di cui non posso più fare a meno; le tue mani , guidate da un sapiente regista, sanno tessere la trama del film dei miei gemiti.


E pensare che avevo enunciato con determinazione: “Io, una situazione così? Mai.”


Mai dire mai, è proprio il caso di ripeterlo… Sai, io amo le emozioni intense, quelle che si saggiano attraversando la porta stretta dell’attesa, della solitudine, della saltuarietà,  della convinzione che la vita è adesso, non ieri, né domani.Il domani potrebbe non esserci, l’unica realtà è l’istante; io non voglio sprecare nemmeno un secondo di quelli in cui mi è concesso poter stare con te.


Quando sarò in punto di morte potrò affermare di essere vissuta e non di essermi lasciata vivere. .Raggiungerò picchi altissimi di felicità e a volte conoscerò l’abisso, ma non sarò mai sospesa a mezza via ,in un limbo perenne:io il paradiso lo voglio raggiungere con te su questa terra.Questo mondo certamente c’è, un altro non lo so.


Riescono ad oltrepassare questa porta stretta solo poche persone: gli audaci, i folli, gli incoscienti,gli eterni Peter Pan, gli innamorati dell’amore, gli artisti….


 Dall’altra porta, quella larga, entrano tutti coloro che non rientrano in queste categorie:sono le persone abitudinarie, un po’ pavide, molto razionali, che parlano sempre con il cervello, quasi mai con il cuore, perché il cuore , si sa, è incosciente, è pazzo, strano: a volte batte forte, a volte piano,a volte è aritmico,a volte sale in gola, a volte pare fermarsi…Ama fare gli scherzi e giocare come i bambini… Spesso chi opta per la seconda porta dimentica di essere stato bambino e ricerca  la sicurezza: l’età dell’incoscienza è trascorsa, è finita,non ne resta quasi nemmeno la memoria ed allora prediligono una vita più tranquilla, più piatta,senza grandi emozioni positive e negative, però più tranquilla.


Adesso mi manchi e ti vorrei qui accanto a me, ma sono serena, perché so che anche tu probabilmente stai pensandomi e forse nel buio guidi la tua mano come se fosse la mia sul tuo corpo…


Però non lasciarmi senza te troppo a lungo: lo sai : le mie pile non sono resistenti come le duracell.


Ho voglia di te.


 


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 16:45 | Permalink | commenti (19)
categoria:natura, musica, amore, anima, brividi e sensazioni di grazy, eros di grazy

giovedì, 21 febbraio 2008

occhi di spada

su spuma di abbracci

gocce di alba.

Sollevo i sandali

su ciottoli d'antico.

Bisbigliato da: elassea alle ore 04:20 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 20 febbraio 2008

 


 


HO VISTO ESMERALDA


 


Vestiva la tristezza fiera d’un cigno


quando la vidi per la prima volta;


negli occhi aveva un volo di libertà


rimandate dall’amarezza dei sogni


di ieri scagliati nella spazzatura.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai,


i fantasmi rispuntano sempre


 avvolti in lenzuola di seta                        


avvinti nel tango col passato.


 


Vestiva la mente di fatue primavere


sfuggite come fiori dalle sue mani;


nel cuore arcobaleni sparvieri rubati


incisi con i tracciati illusi del dopo


a percuotere gocce di sofferenza.


 


Ma i fantasmi non  muoiono mai….


 


Vestiva un sorriso di vento di mare


quando l’amore bussò alle sue labbra;


negli occhi ascoltati adagiati su lui


aspettò una risposta lambendo la luce


cogliendo la favola del suo essere sua.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai               


 


Vestiva ricchezze di gioia da dare


avute da sempre chiuse nell’anima


 il sole a tastoni provocava un risveglio


a catena di  germogli di primule strane


 favola verde di tenere foglie immortali.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai….


 


Vestiva effusioni improvvise e danzanti


ansimavano adagio i seni nei palmi di lui


s’inoltrò con le mani nelle sue tasche


il corpo premuto da percorrere in fretta


nel guado del cielo rivolto al sublime.


 


Ma i fantasmi non muoiono mai…


 


Vestiva d’azzurro come il cielo più blu


lui le prese la mano e l’accompagnò


su un prato dove flirtavano due tulipani


Lui disse in un  soffio: “Non lasciamoci mai”


S’amarono ancora e lei disse; “Anche domani…”


 


Ma i fantasmi non muoiono mai……….


 


Vestiva petali impavidi di fiore innamorato


che sventa gli attentati della solitudine.


Si distese scivolando palpando il terreno


che odorava di ritorni al desiderio fresco,


ma lui se n’era andato scippandole anche il dolore


 


 


 


 


 


 


                   

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:01 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 15 febbraio 2008
alba imbiancata
da trine di ghiaccio.
Ancora dorme
il ramo irrigidito
dal tempo della merla
Bisbigliato da: giannile alle ore 17:33 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 13 febbraio 2008

Voci


di  vento


musicate a bassa voce


racchiuse in gocce di sabbia.


Canzoni underground


motivi  rock


amplificati


nei cedevoli cassetti mentali.


Sensazioni forti


come radicchi


seduti sul tempo


Assenteismo   delle


canzoni dei sogni.


Eluse le coreografie


reali dell’esistenza


Dove sono finiti i testi


intelligenti del pensiero?


Datemi un taxi di valeriana


che penetri lo spazio


dell’insonnia


e autostrade di verità


nei tragitti della vita.


Coglierò canestri di fragole


che hanno vissuto un percorso


giocherò con l’irrazionale pazzia.


Contesterò le gravitazioni


obbligatorie e alla sera


rivolgerò lo sguardo


al sole che tramonta

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 15:55 | Permalink | commenti (12)
categoria:donna, brividi e sensazioni di grazy, riflessioni folli di grazy

lunedì, 11 febbraio 2008

Non suonan le ore
quand'io e te
non siam ostili.

Perennemente aspettan
che i nostri desii
sian sopiti e si celino
sotto la cenere del tempo.

Batte forte, forte,
il cor mio
che non riesce a dirti
ciò che urla
la testa.

Ed il tempo è fuggito
che ancor
non t'ho detto
t'amo
t'amo
t'amo.
Bisbigliato da: romanticaperla alle ore 17:15 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 09 febbraio 2008

Verrei con te
tra ponente e levante,
tra l'erbe e i fiori,
nella luce e nel buio,
sotto la pioggia o
sulla neve, in inverno
ed in primavera, dove
si unisce cielo ed aria.

Ci riconosceremo al centro
di un prato ai confini
del creato, al luccicore di
un tramonto.

Mi bacerai gli occhi
mentr'io ti porgerò
le labbra dicendoti
t' amo.

Bisbigliato da: romanticaperla alle ore 17:32 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 07 febbraio 2008

Ed ecco, nel colmo della notte


in preda a inquietudini fulminee,


mi desto scrosciante di voglia di te


Vorrei riposare,


ma mi chiama il desiderio di te.


Vicino a me il tuo corpo eccitante:


i punti della mia voluttà forgiati


sulla mappa del tuo tatto


E le tue mani su me, a cercarmi


in anse e contorni.


dove   mi accende il piacere.


Mi  vedi eccitata e smarrita


prigioniera di un sogno


dal risveglio improvviso.


Facile l’abbandono


languido, spumeggiante.


A occhi aperti


lascio che le tue dita, la tua bocca


mi esplorino in ermi meandri


perduta tra sfolgoranti pianeti,


la volontà dissolta, il mondo lontano


Poi ti introduci, carne nella carne …


Rivoli di piacere placano la nostra sete,


Vampiri d’amore ci nutriamo di noi.


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 19:16 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 04 febbraio 2008
 

Amarti




è la mia poesia più bella




nella  quale  ogni istante




inserisco dei versi




fatti di luci , ombre,  paure




sensazioni e silenzi loquaci




Al confine




tra sogno e  certezza




io ti porgo la mano




ed al suono




di una soave melodia




noi volteggiamo nella notte.




E quando




le note si faranno gocce




che pulsano sulla pelle,




le onde lente dell’anima




s’infiltreranno tra fibre




levigate dai sensi,




brinderemo all’amore




sorseggiando emozioni




sciogliendo nella bocca




confetti di ricordi




E se la musica finirà




troveremo nuovi spartiti




per dei versi che




non conoscono




l’addio…




 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 20:05 | Permalink | commenti (13)
categoria:musica, amore, anima, brividi e sensazioni di grazy

domenica, 03 febbraio 2008

I sensi sono una fonte inesauribile di poesia. Essere sensibile alla poesia significa anche lasciarsi inebriare dai sensi, perciò renderò di volta in volta un tributo ai 5 sensi: l'udito, la vista, il tatto, l'olfatto e il gusto. Un piccolo assaggio con questo video...

 

Bisbigliato da: follemondo alle ore 21:09 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 03 febbraio 2008

Un bagliore di respiri


un bisbiglio di sguardi


una saetta di voluttà


scuotono la notte…


Immaginando


mani sulla tastiera


prodigi di note…


Rapimento di fughe


in arpeggi e cascate


dolci sfibranti lievi


come note di luna


su drappo di seta


brezza, sospiro


ardore, sfinimento…


E vivo l’amore


l’attimo intenso


che pur passa


ma di cui resta


l’eco nel cuore


 


 

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 00:25 | Permalink | commenti (17)
categoria:brividi e sensazioni di grazy

sabato, 02 febbraio 2008

A volte mi chiedo dove sei e prendo a cercarti.


Questa stanza si affaccia su un tempo che potrebbe essere ora, tanti anni fa, quando la musica era senza odio e pistole, che cercava solo una via perché i grandi potessero giocare ancora.


 


Quel  tempo senza età è qui, adesso e si perde nell’istante eterno; ora più che mai la musica è sogno, è libertà, è ala di gabbiano  che discerne il calle dei giochi inesauribili.


 


Ecco, il gioco, è qui che ti ho trovata, tu sei quella monella di allora che ora sa amare, che come una bimba proprio sul più bello, dice”questo no e, l’alito di questa voce riporta al tempo di allora, quel tempo di  musica leggerezza, danze e giochi sulla spiaggia, e rossori e costumi appesi che erano sussulti d’emozione che duravano pomeriggi interi ad aspettare l’ora del mare, mentre il profumo del pane si spandeva nella stanza sonnolenta delle veglie all’alba a correre sulla battigia deserta a cercar conchiglie


 


Sì, sono la bimba di allora, la monella di sempre che ama scherzando, simulando ripicche, dissodando la crosta. Dico “ no”, ma forse penso “sì”,oppure rimando a dopo per gustare in profondità quello stupendo attimo interrotto,perché, attraverso saltelli gioiosi devo mostrare al cielo la mia felicità.


L’alito delle tue carezze disegna pomeriggi interi nell’attesa della sera per danzare sull’erba in un cielo scuro punteggiato da lucciole. Poi… pioverti addosso, all’improvviso a cercar emozioni responsabili.


 


Sì, eccoti lì, è questo vederti in quegli anni il bisogno di ora, come so che eri tu che leggevo in quella bambina di vittoriani che era l’amore di sempre, speso in quel sorriso che in nessuna sarebbe più stato se non in te, che ora mi sei giunta finalmente nel cuore a riporvi tutto di te, l’infanzia di stenti e quel tuo mai guardare, quelle acque gonfie di spine che da sola hai9 domato, tu che hai saputo fare della tua vita una canzone, tu che giochi e mi prendi, mi sgridi e carezzi, tu che eri giò tu, allora, piccola e viva, e io, che sognavo volare, ancora non sapevo che più lontano si viaggia, meno si conosce.


 


L’amore di sempre, l’amore di mai, preferisco “ l’amore di adesso”.


Sono entrata in te, per donarmi a te totalmente; le cicatrici di allora sono ormai piccoli segni sul cuore, che il vento della tua voce, sta portando via a poco a poco, come l’onda che lambendo la battigia, ingoia le parole d’amore incise sulla sabbia….


Io sogno ancora di volare lontano, ma conosco il mio nido sicuro.


 


Con te, meno si guarda e più si vede, più si tace e più si comprende, più si sa il tempo e la veglia, e più ti si ama.


 


Con te più si guarda e più si vede: nei tuoi occhi c’è il respiro del mare, la sua profondità, i suoi abissi, le sue scogliere al di là dell’io, la sua rena dorata un po’ civettuola che fa l’occhiolino all’onda per essere amata, per procreare rari sogni


vietati a chi  non conosce l’amore.

Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 16:57 | Permalink | commenti (11)
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