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venerdì, 30 novembre 2007
Paolo e Francesca ( riporto solo alcune terzine)
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
102 che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offendE,
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte
105 che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense".
…………………………………………………………..
111 fin che ’l poeta mi disse: "Che pense?".
Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
114 menò costoro al doloroso passo!".
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
117 a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
120 che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
123 ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
126 dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
129 soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
132 ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
135 questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
138 quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
141 io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

venerdì, 30 novembre 2007
.......................................................Ma pensa che... è proprio un’immagine, come si può dire, ci si può ricavare, ora non voglio fare facili allusioni, ma è una cosa proprio di una potenza, teologica, virile, umana, carnale, animosa, animalosa, creaturale e si potrebbe trovare dei termini novi. Lui è convinto a andare là dal richiamo, diciamo, della potenza femminile. E’ la potenza femminile che lo fa andare. E’ un libro tutto al femminile la Divina Commedia, è un libro tutto sull’amore, basato tutto sull’amore. Ora, quando parla di Paolo e Francesca, che sono i passi più famosi, sentiamo che è il primo dannato con il quale parla, Francesca. E per la prima volta nella storia - un’invenzione di lui, uomo del Medio Evo - per descrivere tutto un personaggio, prende un momento della sua vita. Questa è un’idea che mi ha sempre affascinato. Prende un solo momento della sua vita e quel personaggio è scolpito per l’eternità. E’ un’invenzione di Dante Alighieri. Per Paolo e Francesca prende il momento in cui loro due non sapevano di essere innamorati e vengono trafitti dall’amore e quel momento rimarrà scolpito per sempre. Lui sceglie quel momento e sarà il momento dell’eternità. Mentre noi sentiamo Francesca che parla e piange e dice, soffriamo.
Ma quando si sente: l’altro piangea, il cuore sobbalza, e quel verso che dice quando hanno scoperto... Dante vuol sapere come hanno fatto a capire che erano innamorati. Gli interessa a lui personalmente, è proprio la sua domanda: come accadde che voi vi scopriste innamorati? E lei dice:
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
Siamo nel primo girone dell’Inferno - il primo, vero - dove Dante ci ha messo (non a caso in quello dove si soffre meno, per modo di dire) quelli che sono morti per amore, i lussuriosi, ma anche quelli che sono morti per amore perché si amavano l’uno con l’altro. Proprio perché lui stesso c’aveva paura di andarci: “Meglio che faccio un posto un po’ meno sofferente!” Quindi in questo canto si parla di questa storia. Di questi due amanti che so’ stati presi mentre stavano leggendo una storia che li riguardava - erano quasi loro - un libro. La storia di Paolo e Francesca la sapete tutti, insomma che... lei doveva sposare Gianciotto Malatesta e naturalmente era bruttissimo, era anche zoppo. Gli è arrivato brutto e zoppo, ma brutto, una personaccia! Gli portò la cosa di matrimonio il su’ fratello che era bellissimo. Lei pensava fosse quello suo marito. Pensate quando è arrivato quell’altro, che era cattivo, brutto e zoppo, ma proprio ignorante come una capra e quindi... Non è che poi l’ha tradito, solamente che il primo afflato d’amore con il primo che vedi... magari se vedeva prima quell’altro si sarebbe innamorata. Ha visto prima quello, allora... Aspettava l’amore. Quando aspetti l’amore non si vede più niente, diventa tutto meraviglioso.la bocca mi basciò tutto tremante.
Roberto Benigni
venerdì, 30 novembre 2007
DIVINA COMMEDIA: PAOLO E FRANCESCA, commentati dal grande Roberto Benigni
NON SO CHI ABBIA AVUTO LA FORTUNA DI VEDERE E DI ASCOLTARE BENIGNI ieri sera, mentre spiegava con grande professionalità e cultura, facendo riferimento a filosofi, teologi e addirittura a parabole del vangelo, ma so che chi non l'ha visto s'è perso qualcosa di strepitoso.
Avevo già sentito questo straordinario artista leggere Canti del paradiso e dell'inferno, ma ieri sera ha superato se stesso, se i professori spiegassero la Divina Commedia come lui ha fatto , sono certa che tutti gli adolescenti se ne innamorerebbero.
Non sì è limitato alla semplice parafrasi, ma ha sottolineato l'importanza dell'amore, dei sentimenti, del fatto che ognuno di noi dovrebbe essere contento solo per il fatto che esiste, che ognuno di noi è unico ed irripetibile; ha aggiunto anche una frase che mi ha colpita particolarmente, che io ricordo così: "A volte osserviamo il cielo e ci chiediamo: Cosa sarà mai quel pun tino? Come si chiamerà quella stella ? "Bisogna di godere di momenti in cui i nostri sentimenti prevaricano la ragione; ogni tanto guardiamo ed ammiriamo il cielo in tutta la sua bellezza solo per gustarne il suo splendore...L'amore e la bellezza, l'amore è bellezza..."
Voglio regalarvi qualche suo commento preso da un suo altro intervento relativo al capolavoro di Dante Alighieri, sperando di trovare per intero il monologo di cui ho parlato
venerdì, 30 novembre 2007
Il vecchio
ASPETTANDO CARONTE
Rossi pampini di cielo
pallidi sogni aggrappati
a viticci di grappoli lunari.
Il vento taglia lo spazio
e l’anima apre il respiro
al sapore di mosto novello.
Una musica lieve t’invita
incontro all’aurora
per andare ad “obliare”
fra lane di soffici nubi.
Movesi lento il tuo piede
trascinando i suoi anni
indolenzito un poco il dorso
un chiodo messo tra l’ossa,
ubriaco dell’ultimo tramonto
versato nel calice del cielo.
Lontana è la notte:
le tue spalle incurvate
da vette che guidano abissi
quante montagne aguzze
han sostenuto protese.
Il sentiero già volge a ponente:
l’ombra inghiotte il ritorno.
Sulla sponda dell’arido ruscello
attendi, con lo sguardo rugoso,
il già ambito estremo guado.
Congedi il pensiero che sorge profondo
saluti il consenso effimero del mondo.
Né versi, né colori, né parole, nè vita
la tua favola inquieta è ormai finita.
giovedì, 29 novembre 2007
ombre di corvo
stelle il tuo sentiero
voce di seta.
Lacrime di autunno
su colli al tramonto.
mercoledì, 28 novembre 2007
dita di grano
mi inebrio dal sole
vento rosato.
Delicato mantello
di rami abbracciati.
martedì, 27 novembre 2007

[my graphic]
Now I know
E chiudo la bocca…
Now I know
E percuoto il cuore
Now I know
E piango silente
Now I know
Si gelano in gola
Parole d’amore.
Now I know
Tarpo le ali ai sogni
Non possono più volare.
Now I know
Pezzo dopo pezzo cadono
ai miei piedi sventrati
dalla ragione che con
spietata analisi mi dice
“lascia stare, volgi lo
sguardo altrove e
destati dal sogno.
Now I know
Nel tuo castello d’inverno
il sole non ti può scaldare.
Now I know
lunedì, 26 novembre 2007
Incontro
La notte che nasce
stringe in petto la prima stella
Raggi di luce accende
nelle gocce di brina sulle pietre,
s’insinua nelle pieghe del mio cuore
liberandosi dalle scorie del tempo.
Dagli spalti di turchesi
dolci abbracci
sventolano bandiere
che si nutron di sguardi senza tempo.
Dolcemente le tue parole danzano sinfonie
lunedì, 26 novembre 2007
E adesso baciami.
Che la tua bocca
si posi sulla mia pelle.
Scoprimi,
sfiorami i capelli,
che tra le tue dita si intrecciano
accarezzami le palpebre,
mentre sento il tuo sguardo rapito.
Brividi d’ombra e pudore
sulle mie guance arrossate.
Assapora la curva del collo,
gustalo a piccoli morsi,
e il mio battito
si fonde con il tuo,
ancora, e ancora.
Soltanto con le labbra
percorri il mio corpo.
E quando sarai sazio della mia pelle
ti aspetterò tornare
a rubare il fiato alla mia bocca
ricamando stelle di luce.
*romantica*
domenica, 25 novembre 2007
Rosea notte
sorrisi di cascata
rossi i colli.
Mi addormento con te
divento il tuo scudo.
domenica, 25 novembre 2007

In corteo donne
Venticinque novembre
Contro violenza
-StregaLunare-
-Novembre2006-Foto reperita in rete-
domenica, 25 novembre 2007
Da un filo di ricordo
sento sulle labbra
il turgore caldo della vita.
Volavan voluttuose
colombe
verso i rami stesi
nel lenzuolo d’agosto.
sabato, 24 novembre 2007
Cuori di foglie
dipingono rodini
verso la luna.
La mano accarezza
il tuo corpo di stella.
sabato, 24 novembre 2007
Hai conosciuto la mia terra
come la tua terra
dentro labbra serrate
di luglio,
ci siam donati la vita
stesi nel bianco letto del cielo
pronto a ricevere la sua rondine
sabato, 24 novembre 2007
Uno spillo conficcato
nella carne del concetto;
rincasano aghi del ricordo,
graffi sul cristallo dell’anima.
Le ali della memoria alitano
nel caldo gelo della mente,
e l’ultimo respiro del giorno
svanisce dietro le esili spalle
di un orizzonte farneticante.
Ma
ho ancora infuocato nel petto
il ridente mio grido alla vita
il pianto sfiduciato e neonato
di chi lascia la certa placenta
per sentirsi terra che ondeggia.
Il giorno procede zoppicando
tra pietre e frammenti di felpa,
nel cielo boccoli di nuvole
promettono danze di luce.
sabato, 24 novembre 2007
RISVEGLIO
Qualunque fiore tu sia
Quando verrà il tuo tempo,
sboccerai.
Prima di allora,
una lunga notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte
Trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente
verso quanto ti accade.
Curati, amati,
senza paragonarti o
voler essere un altro fiore.
Non esiste fiore migliore
di quello che s’apre
alla pienezza di ciò che è.
(anonimo)
venerdì, 23 novembre 2007
Braci di baci
Stelle i nostri corpi
caldo nettare.
Delicata tempesta
girotondi di foglie.
lunedì, 19 novembre 2007
VIso di neve
in riflesso di spada
stella tra boschi
Ombre di cavalieri
armature di seta.
sabato, 17 novembre 2007
The al tramonto
inebria l'anima
danza di nubi.
Le perle nella notte
le labbra su di te.
sabato, 17 novembre 2007

Settimo salto…
Arriverò per non rinchiudere l’assenza
nella presenza evoluta
avanzo lentamente portando il peso
dell’esistenza ormai messa nella resistenza
Resistenza astratta, confusa dai tuoi comandi
ma ora più che mai arriverò al luogo convenuto
Ma nelle lettere cosa troverò?
Perché mi spingi a pensare?
Perché solo ora sei presente?
Seguo il volo delle pernici per continuare
perché è giunto quel momento
che avevo dentro, che tu hai riconfigurato
ed ora alzo gli occhi al cielo
Ma lassù non vedo nulla
e quindi m’arrabbio con questo tempo
che s’avvolge al mistero dei misteri
però non mollo, anzi avanzo
Ma ora al lato del sentiero che seguo
piccoli elementi indefiniti m’invitano
facendomi soffermare sulla curiosità
di quel che vedo a prima vista
M’inoltro nella boscaglia seguendo l’evento
lasciando dietro la diffidenza
ammirando questo mondo nuovo che...
...continua domani
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