Non ho parole nuove od originali da donarti, ma l’istinto mi chiama a parlarti ugualmente, perché ho bisogno di te.
Perché è come se ora fossi in volo a sentirmi parte di qualcosa di forte.
Sei le tante gocce che mi hanno donato un nido caldo scavando la pietra della solitudine, l’incanto dolce di un sonno appagante che mi avvolge con gentilezza nuova, una radiosità ed un fulgore come acqua accesa di luce che solca una pianura enorme piena di grano, ove troneggia la tua bellezza così ingiusta a confronto delle parole di un uomo, luce che sana dal male e divora ogni mia forza, eros e fascino rigonfi di magia, forza misteriosa e possente come ruote fiammanti a rigare il cuore, tu speranza che fai dallo scuro cieli di colori incendiati, tu grazia nuova ed improvvisa, tu che sai ascoltare ogni mia voce, tu attesa di sguardi, tu vento nel buio tenue di una notte di luna, dove l’infinito prezioso ebbro disciolto perfetto piacere d’amarti mi conduce per mano sin dentro la vita ove noi soli viviamo in un unico sangue.
Respirarti negli occhi.
Odore dell’uomo e della donna.
Il tuo corpo carne e aria, rosa e corallo.
Sale franto che brucia.
Ti amo.