Cuore di notte
batte sull'orizzonte
vene di stelle.
Naviga il vascello
baciando il mio cuore.
|
Cuore di notte batte sull'orizzonte vene di stelle. Naviga il vascello baciando il mio cuore.
interni pensieri... Le mie parole scritte sul fiume ormai salato scivolano sulla sponda ove i pensieri appesi a rami secchi riflettono il presente ma questo tempo non ancora chiarito affluisce nell’immenso di un verde smeraldo e nel divezzarsi dal sorridere naufrago in corpuscoli d’uggia a man salda proseguo ascoltando il merlo che segue senza pena l’andar di mio in contrapposizione al beffardo del destino che in quella mutazione di molecole ristrette discioglie l’ultimo fiore nato dall’amore. Le mie parole scritte in questo tempo non ancora chiarito naufragano in bolle di sapone.
gelido il sangue,
cristalli rossi mi squarciano le vene.
Onde nebbiose tappetti di abbracci mi portano la'. Esercito i i colli donna la verde spiaggia
Accarezzavo il tempo, sfioravo i giorni, le ore, i minuti, i secondi erano appesi alle persiane. Seduta sul letto di primule la principessa magnifica guardava il grande squalo bianco. Volavo sulle nuvole in quelle isole fuori dalle rotte un miliardo di anni fa. La principessa magnifica cantava canzoni dentro conchiglie tondeggianti. Accarezzavo il tempo del tempo e delle favole e l’amai dove gli oceani creano cascate. I secondi precipitarono con gran fragore.
Non mentivano quei dissennati giorni del buio, quando la cautela di un malcelato conflitto intimo spaventava i propositi ardenti dedicati alla sobrietà di un amore ubriaco del tuo cuore nelle mie mani. La certezza di essere amata faceva fuggire quell’estorsiva paura nera verso spazi azzurri regnanti su rapaci lampi utopistici che ne impedivano il ritorno. Ma le chimere non sopravvivono al martellante frastuono dei tuoi attimi ancorati al passato che trascende ancora il presente; io pensavo ad eventi come volo di gioia dedicato all’avvenire
Nell’affanno stremato nel senso ubriaco d’un amore proibito
tra petali caduti in violenze di pelle solo voce strozzata in contatti di mente da gessare in sculture come rocce di luna trascinate e disposte in muretti arroccati sopra anelli di sole
capovolti sul prato appesi a rami di pene o forse arco con frecce tra le dita di donna nella caccia a conigli tra peli persi da lupi e versi odorosi di sesso bruciato tra ortiche fumanti
Hai visto Titta? quella dalle grosse tette? l'amica di Totti dai che Tutti senza Tatto dicono delle sue tette Tette di Titta amica di Totti
Calda la luna velo di diafane dita ombre le nubi. Verdi erbe di pioggia sudore infinito.
E alla sera quando abbracci la malinconia pensa alla solituidine di chi ti cerca in silenzio
IL VUOTO NASCE QUANDO LA SPERANZA MUORE Giacomo Leopardi
Scura la terra cavalieri di fiamme rami di cera. Piange la nostra madre assassino il figlio.
penombre d'amore... Ho diviso il tempo in quattro quarti per sentirmi morigerato col tempo, se ne val la pena correr l’àlea ma non per nulla verrà: all’alba del primo quarto piccoli germogli di pensieri seminati per te assaporano la brina per dar passo alla mattina fino al rintocco del secondo quarto ove il sole sta di mezzo chinandosi al tuo risveglio donandomi il sorriso ma non per questo s’aprono le porte del paradiso se nonché al terzo quarto linea sottile bilanciata traccia la fine della giornata regalando il crepuscolo ai mie occhi d’ora innanzi aspetto con l’ansia in petto il quarto quarto che solo tu sai definire perché t’amo da morire.
Mare, tu che bagni gli scogli
Al ritmo incalzante del vento Sul grano il sangue dei papaveri E tu nembo apri le ali -StregaLunare-
by Yiğit Altay
Occhi le stelle tamburi di sospiri notte caliente. Il mio ponte lucente tra ruvide colline.
Soffi d’ala ci sospingeranno al di là del silenzio straripante se saprai leggere nei miei sogni. Moltiplicheremo l’ immortalità che sboccia dai nostri corpi velati di luce tangibile; doneremo alle nubi un concerto di smaglianti toni cromatici, indossando conchiglie di seta. Ti camminerò sulla fronte e cancellerò le tue rughe asfaltate indurite da distrazioni ostinate Sarò tua per essere nessuna e mi dissolverò nella tua essenza in un angolo degli occhi per dissetarmi con una lacrima. Ti raggiungerò come un folletto per amarti, scivolerò fino ai piedi dove ridono leggere le farfalle… Poi, verso sera, trafiggeremo con impulsi colorati la malinconia del sole che teme il dissennato ritorno del buio.
Non torneranno più le giornate d’azzurro intenso in cui la mia felicità esplodeva in meravigliose irriducibili utopie, non torneranno più le giornate dai brividi di seta in cui la gioia sbocciava in temerari, incomparabili girasoli; non torneranno più queste giornate troppo importanti e troppo rare, non torneranno più perché non voglio sfumare in questa lenta e perenne agonia d’attesa….
Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 22:49 |
Permalink | commenti (1)
categoria:brividi e sensazioni di grazy
Penombre di parole... Le tue parole filano oltre i confini dell’arcobaleno trascinandomi in quel tuo fantastico emisfero. Ora seguo l’introiezione che sa di tuo sfiorando i tuoi capelli che or ora brillano in questo paesaggio ove l’isocronismo avvolge le nostre menti. Ma il panlogismo evade dai nostri corpi ormai sepolti in attimi di passione oltre i confini dell’arcobaleno.
Il gruppo di discussione é aperto col forum attivo vi aspetto tutte li' Baci!!!!!!!!
|
||||