scaglie di tempo
rivoli di sentieri
occhi d'argento.
Suoni arabescati
abbracciati dal sole
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scaglie di tempo rivoli di sentieri occhi d'argento. Suoni arabescati abbracciati dal sole
Sole rosato risate di nuvole triste il cortile. lacrime di allegria lontano il sentiero.
Questa è la storia di uno straccione, aveva un asino che portava il peso delle sue storie, ondeggiava al carico di fili di fate di bosco e cavalieri di sementi acute. Incontrò una contadina, dagli occhi dolci e i capelli sfatti, serva di un barone che soddisfaceva con lei le voglie, due figli senza denti, un padre con un occhio guercio. L’amore, si l’amore sparò vene sotto la quercia e il barone disse che era strega. Lo straccione corse dal re con il suo asino con un orecchio solo e gli chiese udienza. Raccontò le sue favole, incantò la figlia del monarca, lei s’innamorò dello straccione. Amore, si amore che non capisce condizione o puzza alquanto stramba. La figlia del re gli diede il suo corpo per una notte, per intercedere con suo padre per quella strega. Bruciava il rogo della contadina, c’era la gente del paese voltagabbana, non fece in tempo il messo e arrivò prima l’asino a scorreggiare sul barone, sulle guardie e sulla figlia del re. Lo straccione urlò il suo dolore al cielo e una pioggia improvvisa spense il rogo. “Principessa di mille voglie, la mia donna è una contadina, ho soddisfatto tutte le tue voglie, ma lei brucia non sarà mai una regina. Principessa il tuo barone, ha un buco profondo nel suo sedere, lui è il vero stregone, la mai donna solo per il di lui piacere. Di streghe il mondo ora è pieno, come dopo il caldo i campi di fieno, sono solo donne bistrattate, che la vostra genia ha condannate.” Lo straccione abbracciò la sua donna, la strega libera dal suo destino, ma solo un rantolo aveva di voce e spirò presto tra le sue braccia. L’asino venne trafitto, da mille frecce per la sua maleducazione e il cantore cadde per terra, il suo cuore esplose come in fuoco. “Così finisce una storia di periferia, cantata sotto il ponte e in un’osteria, perchè la poesia non è rivoluzione, al massimo il grido di un ubriacone.”
Petali di rose volano lontano lasciando vuota la mia mano che per giunta si confonde in quel dedalo del tuo stare al disopra delle parti. Circuire la piaggeria in quel che resta del destino ormai gettato nel cestino non scopre la malizia che circonda la tua essenza. Piccole resistenze d’emozioni fruiscono ad elevare il tuo anarcoide modo d’amare. È per questo che al tuo charme non resisto quindi ora... Continua tu...
gocce di sole fontane di argento caldo il cielo. Destrieri i pensieri spire di drago le vie.
Con le briglie sciolte
Neve di nubi abbracci di colline tuoni dal mare. Memorie infinite arabeschi di pietra.
Profumo Se ascolto con attenzione sento il profumo del mondo, l'avverto nell'aria,l'annuso nel sole, lo vedo negli occhi di un bimbo che ride. Se osservo con ironia scorgo miseria nell'uomo, ne sento lo smarrimento,ne annuso l'indignazione e vedo l'avvilimento del cuore. Il profumo del mondo è un messaggio dell'io, che nasconde il suo odore dietro un muro insapore e la stanca apparenza ha il suo schermo pesante, che ha soltanto un motivo,un contatto inquietante. Se ignoro ogni provocazione vedo il profumo del mondo che si insinua nell'aria e mi manca il respiro,mentre il sole scompare e una lacrima sale. Un bambino sta male e il profumo si spande, tu lo annusi e ti accorgi che l'odore ti avvolge e il profumo del mondo si trasforma in sgomento, è la morte del cuore lo sconforto che infonde. Il profumo del mondo è un messaggio dell'io che nasconde il suo odore dietro un muro insapore, e la stanca apparenza ha il suo schermo pesante che ha soltanto un motivo,un contatto inquietante. Ma se ascolto una canzone ne assaporo il profumo e mi inebria l'odore,l'esaltante sapore di un momento d'amore. robertai
Elena mi ha fatto notare nella sua infinita gentilizza che il mio tanka non é corretto rimedio: rose di foschia Il tramonto stiracchia coltri di sole il ruscello silente labirinti di sabbia.
rose di foschia stiracchia il tramonto coltri del sole. Silente il ruscello labirinti di sabbia.
Ragazze/i Vi sto sscrivendo dal pc di miio nipote, perché il mio é guasto. Infatti appena accendo il pulsante di accensione dopo aver acceso la ciabatta, subito si spegne e non so quanto resterò senza il mio pc. Quindi se non mi vedete non preoccupatevi. Pare che sia stato aperto il gruppo di lavoro su FOR. Iscrivetevi!!!!!! Ciao
Mi piace ascoltare la tua voce, e pensarti nel sole: mi scorre dentro tutto di te, e mi gonfia il cuore. Per sentire il tuo alito caldo sulla pelle, ho ascoltato la trilogia che amo: “Quante verità”, “Mare mare” e “Farfallina”, da “Diario”, e ti ho sognata ballare felice, ho sognato di rincorrerti e abbracciarti, di sentire la tua impronta su me, accogliente e perfetta. Compagna che corri e vai, sai sorridere e donare, compagna che sbocci dal verde e dall’acqua, compagna che sei profumo e bellezza, compagna che ami: prendimi il cuore e l’anima, prendimi nel mio corpo e nella vita, nelle lontane campane del passato, nella veglia e nel dolore, nella preghiera e nella fede, prendimi nell’attesa e nella speranza, prendimi nell’acqua e nel pane, nella dedizione e nelle tue poesie che amo, nelle parole d’amore che ancora non so donarti, prendimi dove sono uomo e dove mai sono stato in te, prendimi tra lucciole ed un cielo stellato, prendimi sempre, piccola reginetta bizzosa, nel bisogno di te.
ride il fuoco ingioiellata la notte sogni di colli. Farfalle di racconti antichi arabeschi
seta dorata puledri le nuvole sbuffa il sole. Mosaici di ciottoli sonnecchiano i tetti.
Qui dove in silenzioso vento, sciolgo la mia preghiera guardando la vallata e poi il mare fermo con le sue navi. Il falco mi scruta, in ondeggioso volo, lui che guarda oltre il mare la straniera terra dove sganciammo bombe e latifoglie. In silenziosa preghiera a quel Dio che ben conosco, che a volte si traveste da pezzente e urla e geme nella mia mente. E l’erba accoglie, questo mio corpo da pastore stanco e imbiancato, in questo giorno, sul balcone di un mondo che rotola giù dalla pietraia sino alla valle e quel Dio che ben conosco forse mi risponde ma non sarò io a portare pellegrini illusi sul mio sentiero al limitare del burrone torto.
LA SUPREMA FELICITA' DELLA VITA E' IL SAPERE DI ESSERE AMATI PER QUELLO CHE SI E', O , MEGLIO, DI ESSERE AMATI A DISPETTO DI QUELLLO CHE SI E' (V.HUGO'
C'E' sempre un grano di pazzia nell'amore, cosi' come c'e' sempre un grano di logica nella follia ( Nietzche)
Ascolta: oggi mi cade nel cuore la tua gioia d’uomo, quest’interludio di pace sospesa nel tempo. E’ una sera di prima estate: un sogno in quel cielo che a lungo si specchia negli occhi del mondo. Attorno silenzio e attesa, il cigolio di un dondolo, aggirato nel vuoto leggero da un vento sospeso fra l’onde. Sono sbocciate le lucciole nel giardino tra l’erba delicata ad illuminare il nostro abbraccio ed i nostri baci arditi Mi dici qualcosa d’antico e ti rispondo qualcosa di nuovo: la mia gaiezza vuole giocare. tu mi guardi incredulo mentre leggiadra volteggio. Poi ti raggiungo e mi perdo nell’emozione di essere tua e mi recupero in te finalmente acquietata: insieme ci scopriamo nell’estuario di una foce che si getta nell’immenso della rugiada senza contorni.
Bisbigliato da: grazybernabei alle ore 21:57 |
Permalink | commenti (3)
categoria:brividi e sensazioni di grazy
Vabbè che io starei sempre con le cuffie alle orecchie ^^ ... ma questa è incredibile, come tutti gli altri pezzi di questo straordinario gruppo. Ognuno di essi riesce a suscitare in me emozioni indescrivibili.. grandi, grandissimi U2..
manto d'argento sonnecchiando il sole colline d'ambra. Dragoni i sentieri nebbia di foglie verdi.
Voglio ringraziare con tutto il cuore gli amici che partecipano a questo blog, chi passa e lascia un commento volante e tutti i visitatori. Supernovae grazie per le bellissime canzone di Luca che sei riuscita ad inserire nel Tube. Un caro saluto a tutti
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