Sorrido al timore che ti porta a mentire
e a chiudermi fuori dal nostro tepee
me, che ho radici nel tuo intimo germoglio
e sboccio nel giro delle tue voglie
me, che danzo con la tua indole di demone
al ritmo di ingenuità che sono di bimbo che gioca
occhioni immensi che brillano in cerca d’affetto
e di seno di alba dipinto sul tuo scudo di Capo a riposo
me , che t'inseguo con l'urlo di guerra di indiani
mentre fuggi a gambe levate con arco e con frecce,
guance imbrattate di viola e di verde,
e una piccola squaw sciocca che ti tiene per mano,
me, che ti lascio il vantaggio di quattro lune
cosciente del mio potere di donna e d'incanto
che potrebbe ridurti ad un unico
ammasso di carne senza più senso.
Sorrido fingendo di non vedere
e di non sapere che sei scosso e che tremi solo di notte sui monti,
solo, un tenero stregone solo che cerca conferme
al suo essere uomo in segnali di fumo
e m’incanto nel vedere la messa in scena d'una magia senza pretese
con sangue di Piedi Neri feriti in sogno di Luna Piena
cerimomia che riscuote successo tra squaw
che non sanno il sapore di vero uomo mago in amore.
Amaralba
